Pantheon

Pantheon, Roma
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Il Pantheon. Costruito più di 1800 anni fa, il magnifico Pantheon è ancora la più importante testimonianza del grande Impero Romano. Il nome deriva dalla funzione originaria del monumento come un tempio dedicato a tutti gli Dei. E’ l’edificio meglio conservato dall’antica Roma e fu completato nel c. 124 d.C. dall’Imperatore Adriano che, sebbene l’edificio fosse cambiato rispetto al progetto originario, volle onorare il console Agrippa con la grande iscrizione latina che si legge sulla facciata: M•AGRIPPA•L•F•COS•TERTIVM•FECIT ” Marcus Agrippa, Lucii filius, consul tertium fecit”. (Lo costruì Marco Agrippa, figlio di Lucio, console per la terza volta).

Il Pantheon è stato costruito sul luogo esatto di due precedenti edifici, uno commissionato da Marco Vipsanio Agrippa (27-25 a.C.) e la seconda da Domiziano. Il primo è stato distrutto da un incendio nel 80 d.C. e il secondo è stato colpito da un fulmine nel 110 d.C..

LA CUPOLA

Questa magnifica cupola e la parte più notevole dell’edificio; alta più di 43 metri, è la dimostrazione duratura del genio degli architetti romani, visto che l’edificio si trova ancora oggi praticamente intatto. L’opera, realizzata con calcestruzzo mescolato a tufo e pietra pomice su una casseratura in legno, sale a rosoni sempre più piccoli che convergono verso il centro. E ‘stata la più grande cupola del mondo fino al 1436, quando fu costruita quella del Duomo di Firenze da Filippo Brunelleschi.

Pantheon. Interno
Vista interna della cupola con l’oculus

L’OCULUS

Al culmine della cupola c’è una grande apertura detta “Oculus“, l’occhio, che rimane l’unica fonte di luce. Da questo foro circolare del diametro di 9 metri posto al centro penetra un fascio di luce che ha consentito gli studi di astronomia. L’elemento più coinvolgente e intrigante del Pantheon è proprio questo lampo di luce che amplia lo spazio all’interno.

INTERNO

L’edificio circolare, in stile romano, è costruito con mattoni e cemento, è composto da un’aula circolare coperta da una cupola emisferica. Un capolavoro di architettura e ingegneria che ha esercitato enorme influenza su tutta la storia dell’architettura nel mondo occidentale. Potrebbe essere il primo edificio dall’architettura classica, dove l’interno è volutamente progettato per mettere in ombra l’esterno. La parte circolare dell’edificio (o rotonda), è stata completata con due porte di bronzo che misurano 12 x 7,5 metri (quelle di oggi sono antiche, ma non originalie).

La rotonda in sé è un emisfero perfetto, misura 43,2 metri di diametro, esattamente l’altezza massima della cupola. La parete della rotonda è spessa 6 metri e ha sette nicchie abbaglianti che sono alternativamente semicircolari (3) e rettangolari (4), comprese tra due colonne corinzie, che anticamente rappresentavano le sette divinità collegate al culto dei pianeti, il Sole, la Luna, Venere, Saturno, Giove, Mercurio e Marte.

La nicchia di fronte alla porta è la più imponente e raggiunge il soffitto. Ha un fregio decorativo in porfido rosso e cornice ed è affiancato da due colonne di marmo corinzie di frigio viola. Ciascuna delle altre alcove ha due colonne di marmo frigio in viola (semicircolare) o Numidia giallo (rettangolare). Il pavimento è quello originale e consiste in uno schema quadrato utilizzando granito grigio, porfido rosso, marmo viola giallo e frigio di Numidia.

ESTERNO

Il tempio è preceduto da un Pronao di derivazione greca con 16 colonne corinzie che sorreggono il timpano. Oggi il timpano è vuoto, ma al tempo dei Romani c’era un alto rilievo in bronzo che raffigurava la battaglia tra i giganti e le amazzoni. Anche il soffitto del pronao era di bronzo, ma Papa Urbano VIII nel 1625 lo fece strappare per realizzare un’altra grande opera: il Baldacchino di San Pietro realizzato dal Bernini per l’altare all’interno della Basilica.

Il portico, in stile greco molto classico, misura 34,20 metri x 15,62 e presenta un colonnato frontale a otto colonne corinzie alte 11,8 metri. I fusti delle colonne monolitiche sono di granito grigio di Assuan con le basi e capitelli in marmo bianco pentelico. Il frontone sopra le colonne ora è vuoto, ma alcuni fori suggeriscono che in origine c’era un emblema di qualche tipo, forse un’aquila o corona in bronzo dorato e simboleggiante Giove. Il portico è stato costruito con marmo bianco pentelico ed è decorato con rilievi raffiguranti oggetti religiosi come piatti, ghirlande e candelabri. Un disegno geometrico di cerchi e quadrati caratterizza il pavimento con lastre di marmi colorati.

Conoscere questo capolavoro è una rara occasione per i moderni visitatori di verificare la gloria della Roma imperiale facendo un percorso a ritroso di circa 2.000 anni. Con i suoi spessi muri di mattoni e le grandi colonne di marmo, il Pantheon trasmette un’immediata e suggestiva impressione.

 

 

 

 

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