Terme di Caracalla

Terme di Caracalla. Veduta esterna
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Tra i più splendidi monumenti della Roma antica c’è il complesso architettonico noto come le Terme Antoninianae, o, come li chiamiamo oggi, le Terme di Caracalla. Sono le più famose di tutte le antiche terme romane, costruite tra il 211 e il 224 dagli imperatori Caracalla, Eliogabalo e Alessandro Severo. Le Terme di Caracalla, nome ufficiale Marco Aurelio Antonino, da cui Terme Antoninianae, sono Il complesso termale più grande nella Roma imperiale e nel mondo.

I bagni, rimasti in funzione per oltre tre secoli, erano enormi edifici con altissime volte affrescate che coprivano le mastodontiche stanze. Questa gigantesca struttura di undici ettari ospitava stabilimenti balneari che potevano accogliere più di 1.600 persone alla volta. In totale i bagni potevano contenere tra i 6000 e gli 8000 visitatori al giorno.

Caracalla

L’imperatore Caracalla, figlio di Settimio Severo, sposò Plautilla, figlia del prefetto del pretorio Plauziano, che lui stesso fece uccidere sotto l’accusa di cospirazione, invidioso com’era della sua potenza. La dinastia dei Severi, in decadenza, era alla ricerca di sostegno tra le classi della società, e i nuovi bagni furono costruiti non lontano dalla via Appia in modo che ogni visitatore che veniva a Roma le avrebbe immediatamente viste.
L’imperatore, soprannominato Caracalla per una tunica gallica che era solito indossare, ha avuto una pessima fama anche per aver ucciso il più popolare fratello Geta ed è noto anche per la sua decisione di offrire la cittadinanza a tutti gli abitanti liberi dell’impero romano, soprattutto per aumentare il reddito dalle tasse.

Il bagno in epoca romana

Poiché in città le strutture sanitarie erano poche, i più di cinquanta bagni pubblici nella Roma imperiale hanno giocato un ruolo fondamentale nella società romana. Non solo rendevano migliore la salute e la pulizia dei cittadini, ma le terme erano anche luoghi che i Romani frequentavano giornalmente per socializzare, rilassarsi e anche per il chiaccherio.

Il rituale del bagno si sviluppava per un percorso ben articolato, a partire da un bagno caldo nel Calidarium, per proseguire subito dopo nel Tepidarium, quindi nel Frigidarium, per completare con una nuotata nella Natatio, una piscina all’aperto di grandi dimensioni. L’edificio centrale del complesso misurava 214 per 114 metri ed era costituito da quattro livelli, di cui due fuori terra e due sotto. E’ difficile non essere colpiti ancora oggi dalle imponenti rovine che sono rimaste alte trenta metri.
Terme di Caracalla. Rovine

Centro benessere

Le Terme di Caracalla sono state più di un semplice centro di balneazione; erano in realtà una moderna Beauty Farm polifunzionale e conteneva anche lussureggianti giardini, palestre, una pista di atletica, campi sportivi, sale massaggi, saune. Oggi lo chiameremmo centro benessere per la multifunzionalità con biblioteche, ristoranti, gallerie d’arte, due sale di lettura, un parrucchiere, profumerie, padiglioni musicali, un museo ed anche bordelli.

Ovunque, i pavimenti erano coperti con mosaici dai colori vivaci, figure di pesci, cavallucci marini e amorini. I mosaici colorati erano fatti con granito grigio dall’Egitto, marmo giallo di Numidia, marmo verde venato di Caristo e porfido verde e viola da Sparta. Per la ricchezza anche esterna con statue e fontane zampillanti circondate da bellissime piastrelle, chiunque in uno di questi bagni avrebbe sperimentato la vastità dell’Impero.

Acqua Marcia

L’acquedotto dell’Aqua Marcia garantiva un sistema di distribuzione dell’acqua assicurando un costante flusso. Sotto gli edifici preminenti vi erano due livelli, quello superiore per i servizi e il riscaldamento, quello inferiore per il drenaggio dell’acqua. Nelle strutture sotterranee, centinaia di fuochisti bruciavano giornalmente dieci tonnellate di legno per mantenere costantemente l’acqua alla giusta temperatura. I bagni erano perfettamente funzionanti fino a 537 d.C, quando Vitige, Re degli Ostrogoti, durante l’assedio della città, ordinò di distruggere tutti gli antichi acquedotti che approvvigionavano d’acqua Roma.

Le rovine

Incuria, negligenza, saccheggi e un terremoto hanno ridotto in rovina questo grande complesso architettonico. Ma anche in questa decadenza i resti archeologici continuano a impressionare i visitatori grazie alle loro dimensioni e magnificenza. Nel 2012, sotto le Terme di Caracalla, è stato aperto un museo sotterraneo lungo quattro chilometri creando uno sfondo suggestivo per ammirare gli oggetti che sono stati trovati sul posto. Grandi capitelli scolpiti, rilievi in marmo e altri ornamenti che un tempo decoravano il sontuoso complesso termale. Le famose rovine delle Terme in estate si trasformano in ciclopiche scenografie per l’allestimento di grandiosi spettacoli di opera lirica. Il Teatro dell’Opera di Roma si trasferisce nella magnifica location delle Terme di Caracalla.

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