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	<title>Piazze &#8211; ArcheoRoma</title>
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	<description>Ente di promozione del Turismo a Roma: monumenti, eventi, biglietti</description>
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		<title>Piazza San Pietro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione ArcheoRoma]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Apr 2024 18:05:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scopri Piazza San Pietro, capolavoro dell'architettura rinascimentale e barocca, cuore pulsante della vita religiosa e culturale di Roma.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Piazza San Pietro è non solo una delle più vaste ed imponenti piazze barocche, ma è anche il fulcro della cristianità, progettata e costruita per accogliere il maggior numero possibile di fedeli durante le benedizioni papali. Situata al cuore del Vaticano, la sua obelisco e colonnato disegnano uno spazio urbanistico di preminente importanza storica e spirituale, concepito per elevare lo spirito e dirigere l&#8217;attenzione verso la grandiosa Basilica di San Pietro.</p>
<h2>Storia di Piazza San Pietro</h2>
<h3>Fondazione e Primi Sviluppi (XV &#8211; XVI Secolo)</h3>
<p>La genesi di Piazza San Pietro risale al Rinascimento quando Papa Giulio II nel 1506 inaugurò i lavori per la nuova basilica, affidando il progetto a Donato Bramante. Questo segnò l&#8217;inizio della riconfigurazione dell&#8217;area adiacente che sarebbe diventata la celebre piazza. L&#8217;antica spianata, usata per accogliere i pellegrini, si trasformò gradualmente in un vero e proprio simbolo architettonico e spirituale sotto il pontificato di vari papi. I lavori della basilica e della piazza furono interrotti e ripresi più volte a causa di guerre, cambiamenti papali e difficoltà economiche, mostrando già dai primi decenni la grandiosità che caratterizzerebbe il progetto finale.</p>
<h3>L&#8217;Intervento di Gian Lorenzo Bernini (XVII Secolo)</h3>
<p>Nel 1656, Papa Alessandro VII commissionò a Gian Lorenzo Bernini il compito di progettare una piazza che potesse non solo accogliere dignitosamente i fedeli ma anche integrarsi esteticamente con la grandiosa Basilica di San Pietro. Bernini ideò il colonnato dorico che incornicia la piazza, simboleggiando le braccia aperte della Chiesa che accolgono i visitatori. Questo colonnato ellittico è composto da 284 colonne e 88 pilastri, creando un&#8217;ellisse che enfatizza la centralità dell&#8217;obelisco e della fontana, rispettivamente portati a Roma da Caligola e realizzati sotto il pontificato di Clemente X.</p>
<h3>Consolidamento e Decorazione Barocca (XVII &#8211; XVIII Secolo)</h3>
<p>Dopo il completamento del colonnato, la piazza subì ulteriori modifiche e abbellimenti che arricchirono il suo impatto visivo e simbolico. Le fontane gemelle, opera di Carlo Maderno (1613) e di Bernini (1675), furono aggiunte per bilanciare esteticamente la composizione dell&#8217;obelisco centrale. Queste aggiunte non solo aumentarono la grandezza visiva della piazza ma furono anche un richiamo ai temi del rinnovamento e della purificazione spirituale, elementi centrali nell&#8217;iconografia cattolica.</p>
<h3>La Piazza nel Contesto del Vaticano Moderno (XIX &#8211; XX Secolo)</h3>
<p>Nel corso del XIX e XX secolo, Piazza San Pietro ha continuato a evolversi con l&#8217;aggiunta di nuovi elementi decorativi e la ristrutturazione di parti esistenti. È diventata un luogo simbolico per grandi eventi ecclesiastici, inclusi i conclavi papali e le celebrazioni di canonizzazione. Il XX secolo in particolare ha visto la piazza al centro di eventi di portata globale che hanno rafforzato il suo ruolo come cuore spirituale della Cristianità, culminando con le celebrazioni del Giubileo del 2000 che hanno attirato milioni di fedeli da tutto il mondo.</p>
<h3>Piazza San Pietro Oggi: Un Crocevia di Fede e Cultura (XXI Secolo)</h3>
<p>Oggi, Piazza San Pietro rimane un fulcro di attività religiose e turistiche, attirando pellegrini e visitatori da ogni angolo del globo. Le sue vasta architettura e le opere d&#8217;arte che ospita continuano a essere un punto di riferimento per l&#8217;arte, la cultura e la spiritualità. La piazza non è solo un importante luogo di incontro per i cattolici ma anche un simbolo potente dell&#8217;apertura e dell&#8217;accoglienza della Chiesa verso il mondo, mantenendo vivo il suo ricco patrimonio storico e culturale nell&#8217;era moderna.</p>
<h2>Descrizione</h2>
<p>La struttura di Piazza San Pietro rappresenta un capolavoro del Rinascimento e del Barocco italiano, ideata principalmente da Gian Lorenzo Bernini. La piazza è caratterizzata da una grande ellisse circondata da un imponente colonnato. Questo colonnato è composto da 284 colonne doriche e 88 pilastri disposti in quattro file, che creano un corridoio circolare aperto verso la basilica. Al centro, si trova l&#8217;obelisco egizio, circondato da due fontane simmetriche posizionate nel 1613 e nel 1675 da Carlo Maderno e Bernini rispettivamente. La piazza è orientata in modo che la facciata della Basilica di San Pietro e l&#8217;obelisco formano un asse visivo dominante, ottimizzato per la vista e l&#8217;esperienza dei pellegrini.</p>
<h3>Il Colonnato: Simbolismo e Funzione</h3>
<p>Il colonnato di Bernini non è solo un elemento architettonico ma anche un simbolo potente. Le colonne doriche evocano l&#8217;antichità classica, sottolineando la continuità della Chiesa Romana con la storia di Roma. Il design a quattro file crea un effetto di grande accoglienza, simboleggiando le &#8220;braccia aperte&#8221; della Chiesa che abbracciano i visitatori. Questa disposizione permette anche una perfetta acustica e una visuale ottimale delle cerimonie papali, sia per i fedeli in piazza sia per quelli lungo la Via della Conciliazione. La forma ellittica e l&#8217;apertura verso la basilica facilitano il movimento dei grandi gruppi di pellegrini, organizzando lo spazio in modo che tutti possano partecipare agli eventi religiosi con dignità.</p>
<h3>L&#8217;Obelisco e le Fontane: Punti Focali</h3>
<p>Al centro della piazza si erge l&#8217;obelisco vaticano, un monolito di 25,5 metri trasportato a Roma dall&#8217;Egitto da Caligola e eretto originariamente nel Circo di Nerone. Spostato nel 1586 sotto il pontificato di Sisto V, l&#8217;obelisco funge da fulcro cerimoniale e spirituale. Le fontane di Maderno e Bernini, posizionate simmetricamente rispetto all&#8217;obelisco, non solo equilibrano la composizione visiva ma anche rafforzano il tema dell&#8217;acqua come fonte di vita e purificazione, elementi ricorrenti nella simbologia cristiana. L&#8217;acqua che scorre dalle fontane offre un suono rilassante e un fresco benvenuto ai visitatori, particolarmente apprezzato durante i caldi mesi estivi.</p>
<h3>Materiali e Tecniche Costruttive</h3>
<p>I materiali usati per la costruzione del colonnato e della piazza includono travertino, marmo e bronzo, scelti per la loro durabilità e bellezza estetica. Il travertino, estratto dalle cave di Tivoli, è particolarmente valorizzato per il suo colore caldo e la sua resistenza agli elementi, che ha garantito la longevità delle strutture. Le tecniche costruttive erano all&#8217;avanguardia per l&#8217;epoca; Bernini utilizzò metodi innovativi per assicurare la stabilità del colonnato, considerando il carico strutturale e l&#8217;impatto visivo. La precisione geometrica dell&#8217;ellisse, calcolata per ottimizzare la distribuzione degli spazi e la visibilità della basilica, dimostra l&#8217;avanzata comprensione di matematica e ingegneria del periodo.</p>
<h3>Impatto Visivo e Artistico</h3>
<p>L&#8217;impatto visivo di Piazza San Pietro è immediato e sorprendente. La simmetria del colonnato, l&#8217;obelisco al centro e la scalinata che conduce alla Basilica di San Pietro creano una composizione dinamica che guida l&#8217;occhio del visitatore verso il cuore spirituale del Vaticano. La piazza è stata progettata per impressionare i visitatori con la sua grandezza e per elevarne lo spirito attraverso l&#8217;arte e l&#8217;architettura. L&#8217;integrazione di elementi classici e barocchi conferisce alla piazza un aspetto unico che incarna l&#8217;ideale della bellezza rinascimentale e della maestà barocca, rendendola uno dei capolavori architettonici più ammirati e riconosciuti nel mondo.</p>
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		<title>Piazza Venezia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione ArcheoRoma]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Nov 2020 11:41:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Piazza Venezia, cuore turistico di Roma, è famosa per gli edifici storici che la circondano: Palazzo Venezia, Palazzo delle Assicurazioni Generali e il Vittoriano. É l'arteria principale che da Via dei Fori Imperiali conduce oltre al Foro Romano fino al Colosseo.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Storia</h2>
<p>Piazza Venezia è il fulcro centrale del turismo di Roma in cui si intersecano diverse strade, tra cui Via dei <a href="/fori-imperiali/" rel="noopener noreferrer">Fori Imperiali</a>. Fin dai tempi della <strong>Repubblica di Roma</strong>, Piazza Venezia era un rilevante crocevia commerciale.</p>
<p>La piazza prende il nome dal quattrocentesco Palazzo Venezia e per il suo nuovo assetto urbanistico furono demoliti alcuni preesistenti quartieri medievali e rinascimentali.</p>
<p>Dopo la parentesi napoleonica, dal 1814 al 1916, la piazza divenne proprietà asburgica e ospitò la rappresentanza diplomatica austro-ungarica. Tornerà allo Stato italiano solo durante la Prima Guerra Mondiale.</p>
<p>Oggi la piazza è un importante snodo della viabilità nel centro della città, una rotonda da cui partono a raggiera cinque principali vie: Via del Corso, zona dello shopping del centro, Via dei Fori Imperiali, Via Quattro Novembre, Via del Plebiscito e Via del Teatro Marcello.</p>
<h3>Ampliamento</h3>
<p>La piazza assunse la forma attuale quando nel 1885 fu costruito sul lato sud il <strong>Monumento Vittorio Emanuele II</strong>, che ancora oggi domina la piazza. Per la costruzione di questo imponente monumento è stato demolito un intero quartiere a ridosso del confinante <a href="/campidoglio/" rel="noopener noreferrer">Campidoglio</a>, compreso il monastero di <strong>Santa Maria in Aracoeli, </strong>e<strong> Palazzo Torlonia</strong>.</p>
<p>Dal 1903 al 1906, fu costruito il Palazzo delle<strong> Assicurazioni Generali,</strong> di fronte al quattrocentesco Palazzo Venezia, di cui rispecchiava la struttura con chiari rimandi rinascimentali in modo da realizzare due quinte simmetriche e scenografiche allo sfarzoso monumento dell&#8217;Altare della Patria.</p>
<p>Finita l&#8217;epoca del Fascismo, la piazza è stata riconosciuta come luogo turistico in quanto, oltre i suoi gloriosi edifici, Palazzo Venezia è ora un museo d&#8217;arte e racchiude il <strong>Museo Nazionale del Palazzo di Venezia</strong> e l&#8217;<strong>Istituto Nazionale d&#8217;Archeologia e Storia dell&#8217;Arte</strong>.</p>
<h2>Piazza Venezia. Cosa vedere</h2>
<p>Posta al centro dei maggiori flussi turistici per la sua posizione alla fine di Via dei Fori Imperiali, vicina al Colosseo e al <a href="/siti/foro-romano-e-palatino/" rel="noopener noreferrer">Foro Romano</a>, Piazza Venezia è uno scenario tutto da godere con i suoi maestosi palazzi, musei, chiese e vedute panoramiche uniche al mondo, un impatto visivo veramente mozzafiato. Tra le cose da vedere, segnaliamo le più importanti:</p>
<h3>Palazzo Venezia</h3>
<p>Lo storico Palazzo Venezia, precedentemente<strong> Palazzo di San Marco</strong>, fu fatto costruire sul lato ovest della piazza tra il 1455 e il 1464 dal cardinale veneziano <strong>Pietro Barbo</strong>, divenuto poi papa <strong>Paolo II</strong>, che, proprietario di un piccolo palazzo accanto alla Chiesa di San Marco, lo fece ampliare dando vita così a Palazzo Venezia, l&#8217;edificio che ha dato il nome alla piazza.</p>
<p>Successivamente i lavori continuarono fino all&#8217;inizio del XVI secolo sotto suo nipote, il cardinale <strong>Marco Barbo</strong> sul progetto attribuito all&#8217;architetto <strong>Francesco del Borgo</strong>.</p>
<p>Il palazzo è considerato il primo grande edificio del primo <strong>Rinascimento</strong> a Roma, aspetto visibile solo nella loggia del cortile dove è stato adottato l&#8217;ordine delle colonne del Colosseo, una caratteristica tipica della rievocazione delle antichità.</p>
<p>Il grande complesso architettonico, ingrandito fino alle forme attuali dal cardinale <strong>Lorenzo Cybo</strong>, divenne la residenza dei cardinali di S. Marco e sede papale. Nel 1564, papa<strong> Pio IV Medici</strong> cedette parte del Palazzo alla <strong>Repubblica di Venezia</strong> che vi stabilì la propria ambasciata.</p>
<p>Dal 1567 al 1797, la sede diplomatica ebbe ospiti ospiti illustri come <strong>Borso d&#8217;Este Duca di Ferrara</strong>, il <strong>Re di Francia Carlo VIII</strong>, e lo scultore Antonio <strong>Canova. </strong>Nel 1715 l’ambasciatore <strong>Niccolò Duodo,</strong> in una fase di ristrutturazione, integra il balcone che affaccia sulla piazza, un intervento che ne farà  agli inizi del XX secolo il simbolo dell&#8217;epoca fascista.</p>
<p>Nel 1770 il quattordicenne <strong>Wolfgang Amadeus Mozart</strong>, in occasione del viaggio in Italia, suona in concerto nella <strong>Sala del Concistoro</strong>. In seguito al<strong> Trattato di Campoformio</strong> del 1797, con la caduta della Repubblica di Venezia, la <strong>Serenissima</strong>, il Palazzo divenne proprietà dell&#8217;Impero Austriaco che ne mantenne la funzione di sede diplomatica.</p>
<p>Tra il 1806 e il 1814, durante la breve dominazione napoleonica, il palazzo cadde in rovina e addirittura il cortile interno fu utilizzato come mercato. L&#8217;edificio ritornò di proprietà dell&#8217;ambasciata austriaca in Vaticano nel 1814, che fu presto traslocata per il decadimento dell&#8217;edificio.</p>
<p>Il restauro per riportarlo agli antichi fasti fu affidato alla direzione dell&#8217;architetto <strong>Anton Barvitius</strong>. Nel 1842<strong> Gioacchino Rossini </strong>nella &#8220;Sala dei Cinque Lustri&#8221; diresse per la prima volta il suo <strong>Stabat Mater</strong>.</p>
<p>Tra il 1910 ed il 1913 il giardino di Paolo II, noto come Palazzetto Venezia, fu abbattuto e ricostruito in posizione arretrata per consentire l&#8217;ampliamento della piazza e la visione diretta del Vittoriano.</p>
<p>L&#8217;attuale ubicazione esposta del palazzo è determinata solo dalla riprogettazione di piazza Venezia nel corso della costruzione del monumento nazionale a <strong>Vittorio Emanuele II</strong></p>
<p>Nel 1916 il Regno d&#8217;Italia rivendicò il palazzo all&#8217;Austria per il ruolo simbolico-nazionalistico assunto dall&#8217;edificio. La costruzione del nuovo scalone monumentale, progettato da <strong>Luigi Marangoni</strong>, è stato uno tra gli interventi più rilevanti sul palazzo in quel periodo a celebrazione dell&#8217;unità della nazione e delle aree sottratte all&#8217;Austria nella III guerra d&#8217;indipendenza (1866) e nella prima Grande guerra(1915-18). Il definitivo contratto con gli stati di Austria e Ungheria ha avuto luogo solo nel 1919.</p>
<h4>Architettura</h4>
<p>L&#8217;architettura del palazzo in stile rinascimentale ha subito continue modifiche durante la sua articolata e vasta storia edilizia. L’aspetto di massiccia struttura medievale dell&#8217;ampio fronte è attenuato dal vivace contrasto del rosso mattone dell&#8217;intonaco con i profili in travertino delle finestre. La sua possente torre merlata a pianta quadrata che lo delimita lo fa essere conforme al tipo di costruzione usuale per i palazzi cittadini romani dell&#8217;epoca.</p>
<p>La facciata del palazzo sulla piazza è coronata da merlatura guelfa sorretta da beccatelli ed è caratterizzata dalla grande torre che nel 1546 restò priva della merlatura e fu rivestita con il tetto, come si vede adesso. Il quattrocentesco portale su piazza Venezia al pianterreno, attribuito a <strong>Giovanni Dalmata</strong>, è decorato e delimitato da un&#8217;architrave con testa leonina mentre due stemmi del cardinale Marco Barbo vi spiccano ai lati</p>
<p>Il disegno è tradizionalmente attribuito a <strong>Leone Battista Alberti</strong> ma si presuppone che <strong>Giuliano da Maiano</strong>,<strong> Batolomeo Bellano </strong>e<strong> Bernardo Rosselino</strong> siano i responsabili dei successivi rimaneggiamenti e ampliamenti. Gran parte della pietra per costruire il palazzo fu estratta dal vicino <a href="/siti/colosseo/" rel="noopener noreferrer">Colosseo</a>, una pratica comune a Roma fino al XVIII secolo.</p>
<p>Il lato nord del palazzo si estende lungo via del Plebiscito, sul lato ovest l&#8217;area del palazzo con il giardino retrostante è delimitata da un muro merlato. Sul lato sud si trova la chiesa di San Marco, inclusa nel complesso della costruzione del palazzo.</p>
<h4>Il Museo</h4>
<p>Il museo, con l&#8217;ingresso in Piazza Venezia, dal dicembre 2014 è di proprietà del <strong>Ministero per i Beni e le Attività Culturali</strong> assieme alla Biblioteca di Archeologia e Storia dell&#8217;Arte situati all&#8217;interno dell&#8217;edificio.</p>
<p>La collezione di dipinti comprende capolavori dal XIII al XVIII secolo. Secolo, tra cui &#8221; <strong>Annunciazione ai donatori</strong> &#8221; di <strong>Filippo Lippi</strong> e opere di <strong>Giotto</strong>,<strong> Beato Angelico</strong>,<strong> Giorgione</strong>,<strong> Benozzo Gozzoli</strong>,<strong> Guercino</strong>,<strong> Pisanello</strong>,<strong> Guido Reni, Giorgio Vasari </strong>e<strong>Gian Lorenzo Bernini</strong>.</p>
<p>Nella loggia esterna che era il giardino di Paolo II si trova un lapidario. Un&#8217;importante raccolta di armi è ospitata nel museo assieme ad una collezione di arazzi, monete e medaglie, tessuti, vetri, lavori in smalto e un assortimento di oggetti in argento e sculture in legno. Oggi il museo al piano terra è anche un&#8217;importante sede per mostre.</p>
<h2>Palazzo Assicurazioni Generali</h2>
<div>La realizzazione del Palazzo delle Assicurazioni Generali, l&#8217;iimportante compagnia triestina, fu un&#8217;idea di <strong>Marco Besso</strong>, al tempo Direttore e poi Presidente della Compagnia stessa, che volle costruire la sede delle Generali nel cuore di Roma poco distante dalla <a href="/colonna-di-traiano/" rel="noopener noreferrer"><strong>Colonna di Traiano</strong></a> e dai <strong>Fori Imperiali</strong>.</div>
<div>
<p>Previsto nell&#8217;area di proprietà della famiglia<strong> Torlonia</strong>, il cui edificio fu demolito, l&#8217;architetto<strong> Giuseppe Sacconi</strong>, nel ridisegnare la pianta di Piazza Venezia, voleva ripetere le caratteristiche estetiche di Palazzo Venezia che gli sorgeva di fronte dando luogo con questo nuovo edificio ad una delle quinte della piazza completando al contempo l&#8217;assetto simmetrico della piazza stessa.</p>
<p>L&#8217;opera fu poi realizzata dal suo allievo <strong>Guido Cirilli</strong>, in collaborazione con <strong>Alberto Manassei </strong>ed <strong>Arturo Pazzi </strong>che si ispirarono all&#8217;equilibrio ed al gusto di eleganza che caratterizzava Palazzo Venezia con l&#8217;armonia delle sue linee, mantenendo la stessa altezza, compresa la sua torre angolare quadrata.</p>
<p>Dopo l’elaborazione del progetto, l&#8217;edificio fu eretto dal 1906 al 1911. Il palazzo ha pianta trapezoidale, disposta intorno ad un vasto cortile con porticato decorato con stucchi e graffiti, facente funzione di corte d&#8217;onore come nei palazzi rinascimentali.</p>
<h3>Il Leone di San Marco</h3>
<p>La facciata del palazzo è caratterizzata da arcate al pianterreno, da un fregio marcapiano dipinto a chiaroscuro, sormontato da una lunga serie di bifore romaniche sovrastate a loro volta da due file di finestrelle. La linea bianca delle merlature ghibelline completa la prestigiosa facciata che sopra l&#8217;ingresso principale trova effigiato il <strong>Leone di san Marco. </strong></p>
<p>Il bassorilievo originario del XVI secolo,  proveniente da un bastione della cinta muraria di Padova, fu collocato al centro della facciata come emblema della rinascita d&#8217;Italia oltre che della Repubblica veneta.</p>
<p>Il risultato tenne fede alle aspettative della società triestina che con il maestoso e più rappresentativo Palazzo delle Generali si inseriva prepotentemente nello scenario cittadino come attore principale del mondo assicurativo e degli interessi commerciali e culturali della città.</p>
</div>
<h4>La casa di Michelangelo</h4>
<div>Su un lato del Palazzo delle Assicurazioni Generali, nell’angolo più appartato della Piazza, dove c&#8217;era una strada stretta, Via Macel de Corvi, una targa testimonia in quel luogo l’esistenza dell’antica casa, abbattuta a fine &#8216;800, di <strong>Michelangelo Buonarroti, </strong>il sommo artista, che vi dimorò per circa trent&#8217;anni, impegnato per la realizzazione della <strong>Tomba</strong> del papa <strong>Giulio II </strong>in<strong> San Pietro in Vincoli</strong>.</div>
<div></div>
<div>La targa riporta questa scritta: <em>« Qui era la casa consacrata dalla dimora e dalla morte del divino Michelangelo. SPQR 1871»</em>. Dopo vari spostamenti per il riassetto della piazza, la definitiva collocazione della facciata della casa nel 1939 fu ad opera dell’ingegnere <strong>Adolfo Pernier</strong>, direttore dei lavori di urbanistica nell&#8217;era fascista, che individuò nella passeggiata del <strong>Gianicolo</strong> il luogo più adatto.</div>
<div>
<h3>Palazzo Bonaparte</h3>
<p>Palazzo Bonaparte, uno degli storici edifici che disegnano i confini di Piazza Venezia, è una delle realizzazioni dell&#8217;architetto <strong>Giovanni Antonio de Rossi</strong>, che gli fu commissiona dal 1657 al 1677 dai marchesi <strong>Giuseppe </strong>e<strong> Benedetto d&#8217;Aste</strong>.</p>
<p>Nel 1699 i marchesi <strong>Rinuccini,</strong> apprezzandone la splendida architettura, lo acquistarono e poi nel 1818 il palazzo divenne proprietà di <strong>Maria Letizia Ramolino Bonaparte</strong>, madre di Napoleone, che qui passò gli ultimi anni della sua vita, dilettandosi spesso a osservare da alcune feritoie il viavai di carrozze sulla Piazza.</p>
<p>La sua architettura barocca e gli affreschi settecenteschi che adornano le pareti conquistano i visitatori rimanendone colpiti appena entrati. Ciò che caratterizza questo raffinato palazzo sono gli angoli arrotondati e le tre file di finestre con timpani disuguali sormontate da un&#8217; eccentrica piccola mansarda sottotetto. Sul lato destro della facciata all&#8217;angolo di via del Corso si trova un raro esempio di balconi ad angolo ancora esistenti a Roma.</p>
<p>Anche se gli eredi di Bonaparte lo cedettero nel 1905 al <strong>Marchese Misciattelli</strong>, il palazzo ancora oggi è conosciuto come Palazzo Bonaparte. Dal 2019, dopo ampi lavori di ristrutturazione, il palazzo è aperto al pubblico e dedicato a mostre artistiche. L&#8217;ultimo evento nel maggio 2020 sulla storia dell&#8217;impressionismo francese,  &#8220;Impressionisti Segreti&#8221;, una raccolta di 50 capolavori da <strong>Camille Pissarro</strong> a <strong>Claude Monet</strong>.</p>
</div>
<h3>Basilica di San Marco</h3>
<p>La Basilica di San Marco, edificata nel 336 d.C. da papa<strong> Marco</strong> in onore di S.Marco Evangelista, dopo un restauro nel 792 da parte di papa <strong>Adriano I</strong>, fu ricostruita nell&#8217;833 da papa<strong> Gregorio IV</strong> ornando l&#8217;abside con i bei mosaici tuttora esistenti. Il campanile fu aggiunto nel 1154.</p>
<p>Fu papa <strong>Paolo II</strong> nel 1465-1470 a ordinare il grande cambiamento nell&#8217;architettura della chiesa, quando la facciata, attribuita all&#8217;architetto<strong> Leon Battista Alberti,</strong> fu rimaneggiata secondo il gusto rinascimentale con gli archi a due piani e il soffitto blu interno con cassettoni.</p>
<p>Il papa essendo veneziano, fece decorare il soffitto della navata centrale con al centro lo stemma di Paolo II Barbo e destinò la chiesa alla comunità veneziana di Roma. L&#8217;interno ha l&#8217;aspetto di una basilica medievale, con le sue tre navate. Da notare la tomba di Leonardo Pesaro dello scultore<strong> Antonio Canova</strong>.</p>
<p>La chiesa assunse l&#8217;aspetto odierno in tre fasi dal 1735 al 1750 con un nuovo e più impegnativo restauro promosso dal cardinale <strong>Angelo Maria Quirini</strong> su progetto di <strong>Filippo Barigioni</strong>.</p>
<p>La chiesa, inoltre, all&#8217;epoca della costruzione del Vittoriano nel 1911 subì il rifacimento della zona, infatti, il Palazzetto Venezia, oggi sul lato occidentale, un tempo era su quello orientale, appoggiato alla torre di Palazzo Venezia.</p>
<p>Tra il 1947 e il 1949 vennero eseguiti importanti lavori di restauro per ridurre l&#8217;umidità della chiesa, e nell&#8217;occasione fu riaperta e restaurata la cripta con successive ricerche  archeologiche per approfondire le epoche antiche dell&#8217;edificio e dell&#8217;area.</p>
<h2>Monumento Vittorio Emanuele II (Vittoriano)</h2>
<p>La costruzione del Monumento Vittorio Emanuele II, il <strong>Vittoriano</strong>, iniziò nei primi giorni del 1886 con le demolizioni di edifici di gran valore storico, dal Convento dell&#8217;<strong>Aracoeli </strong>alla Torre di papa <strong>Paolo III</strong>.</p>
<p>In Stile Neoclassico, il complesso architettonico in marmo bianco ha una larghezza di 135 m. e 70 di altezza, con decine di solenni colonne corinzie. <strong>Vittorio Manuele di Savoia</strong>, in una scultura equestre in bronzo alta 12 metri, opera di <strong>Enrico Chiaradia</strong> ed <strong>Emilio Gallori</strong>, si staglia altero al centro del monumento.</p>
<p>L&#8217;alto portico è coronato da 16 colonne sormontate da 16 statue rappresentanti le Regioni d&#8217;Italia e lateralmente, sui propilei laterali, da due quadrighe bronzee, dell&#8217;<strong>Unità</strong> a sinistra e della <strong>Libertà</strong> a destra.</p>
<p>Inaugurato il 4 giugno 1911, il Vittoriano, soprannominato<em> “torta nuziale”  </em>e<em>“macchina da scrivere”</em> dai romani, dal 4 novembre 1921 ospita al centro la salma del <strong>Milite Ignoto</strong> in onore dei soldati caduti nella prima Guerra mondiale e rimasti senza tomba o non identificati. La salma fu tumulata sotto l’&#8221;Altare della Patria&#8221;, con la statua della <strong>Dea Roma </strong>che la protegge, alla presenza di re <strong>Vittorio Emanuele III </strong>.</p>
<h2>Scavi: l&#8217;Ateneo di Adriano</h2>
<p>L&#8217;Ateneo di Adriano è stato scoperto durante gli scavi fatti a Piazza della <strong>Madonnna di Loreto</strong>, a fianco di Piazza Venezia nel 2008. <em>&#8220;L&#8217;auditorium di Adriano è il più grande ritrovamento di Roma da quando il Foro è stato scoperto negli anni &#8217;20&#8221;, </em>questo il commento dell&#8217;l&#8217;archeologa<strong> Rossella Rea</strong>, responsabile degli scavi.</p>
<p>L&#8217;imperatore filosofo nel 123 d.C., fece costruire l&#8217;ateneo nel 133 dopo Cristo per ospitare gare di poesie, filosofi, scienziati e magistrati, letterati, invitati a misurarsi in orazioni in greco e in latino.</p>
<p>L&#8217;ateneo, fatto costruire da Adriano sul modello di quello visto nel tempio di Atena ad Atene presentava tre aule a due piani allineate in sequenza dove i nobili romani accorrevano per assistere allo spettacolo sdraiati su sedili di marmo a terrazze.</p>
<p>Con gli scavi completati, i terrazzamenti e le massicce mura di mattoni del complesso, nonché tratti dell&#8217;elegante pavimento in marmo grigio e giallo, sono nuovamente visibili fino alla profondità di 5,5 metri sul lato sinistro della Piazza.</p>
<p>Le importanti rovine sono state portate alla luce in occasione degli scavi per la realizzazione della nuova linea metropolitana C che attraverserà il complesso dei Fori imperiali fino al cuore di Roma.</p>
<p>Il <strong>MIBACT</strong> (Ministero per i Beni e delle Attività Culturali e del Turismo), attraverso la<strong> Soprintendenza Archeologica</strong> ha bandito un concorso per la copertura trasparente dell&#8217;Ateneo e per la musealizzazione dell’area che così sarà protetta e fruibile dai romani e dai turisti che affollano Piazza Venezia.</p>
<h2>Cinema</h2>
<p>Roma è stata da sempre scelta da molti registi come una location ideale per realizzare film sul costume dei romani. Piazza Venezia è il fulcro centrale del centro storico di Roma in cui si intersecano ben cinque arterie di traffico.</p>
<p>Per dirigere proprio il traffico era stata posta al centro una pedana con il vigile addetto. “Pizzardone” è il caratteristico nome che usano i romani per chiamare il vigile urbano e il &#8220;pizzardone&#8221; più famoso per antonomasia è quello di Piazza Venezia. Di seguito alcune dei film più famosi:</p>
<h3>Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo (1956)</h3>
<p><iframe title="Aldo Fabrizi vigile urbano a Piazza Venezia" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/7c_bFGQi6OY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>In questo film <strong>Aldo Fabrizi</strong> interpreta uno zelante brigadiere alle prese con l&#8217;opinione ingiustamente negativa che la popolazione ha nei confronti della sua categoria. Accanto all&#8217;attore romano troviamo <strong>Peppino De Filippo</strong>, <strong>Nino Manfredi </strong>e<strong>Alberto Sordi. </strong>Regia di<strong> Mauro Bolognini</strong>.</p>
<h3>Il vigile urbano (1960)</h3>
<p><iframe title="IL VIGILE | trailer" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/T_3AntPBylY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Eccezionale la performance di Alberto Sordi nei panni del vigile urbano nella pellicola diretta da Luigi Zampa. L&#8217;attore romano, nell&#8217;esilarante commedia dedicata al traffico cittadino, è affiancato da <strong>Vittorio De Sica</strong> e dall&#8217;attrice <strong>Silva Koscina</strong>.</p>
<h3>To Rome with Love (2012)</h3>
<p><iframe title="To Rome With Love - Trailer Ufficiale Italiano HD" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/R8bTw8nouhk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>To Rome with Love è un film del 2012 scritto e diretto da <strong>Woody Allen</strong> con l&#8217;attrice <strong>Penélope Cruz</strong>,<strong> Roberto Benigni </strong>e<strong> Alec Baldwin</strong>. La pellicola, romantica e immaginifica, girata completamente a Roma, si divide in quattro movimentati episodi con riferimenti alla commedia boccacesca.</p>
<h2>Come arrivarci</h2>
<p>Situata al centro di Roma Piazza Venezia si avvale di diverse autolinee urbane e della metropolitana. La fermata <strong>Colosseo</strong> della linea <strong>B</strong> della metro è certamente la linea più rapida per arrivarci. Uscendo sul lato destro basta una passeggiata a piedi attraverso i Fori Imperiali per giungere alla piazza. Le linee degli autobus sono, tra le tante, la 64, 628, 630, 40, 63, 81, 87, 70, 95, 716, 170, 175, 186, 204, 271, 492, 571, 628, 630, 716, 810, 850.</p>
<p>Un&#8217;alternativa è la fermata <strong>Spagna</strong> dalla linea <strong>A</strong> della metro che permette di raggiungere la piazza, attraversando a piedi la strada dello shopping per eccellenza, via Condotti, che incrocia Via del Corso alla fine della quale sul versante sinistro si trova la piazza.</p>
<p>Sono in corso i lavori di scavi della <strong>linea C</strong> della metropolitana per la realizzazione della stazione proprio in Piazza Venezia.</p>
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		<title>Piazza del Popolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione ArcheoRoma]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2020 11:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Piazza del Popolo è una delle piazze più celebri e visitate di Roma. Situata sotto gli splendidi giardini del Pincio, era l'ingresso principale della città in epoca romana.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Piazza del popolo </strong>si estende tra le rive del fiume Tevere e le terrazze del Pincio e si materializza in un ampio spazio che durante l&#8217;<strong>Impero romano</strong> faceva parte dei giardini appartenenti alla famiglia di Nerone.</p>
<p>Offre alcuni dei più bei monumenti di Roma, tra cui spicca per storia ed arte l&#8217;antica chiesa di<strong> Santa Maria del Popolo</strong>, con capolavori di <strong>Caravaggio</strong>,<strong> Carracci</strong>,<strong> Raffaello</strong> e <strong>Bernini</strong>.</p>
<h2>Descrizione</h2>
<p>La pianta della piazza è un&#8217;ellissi il cui lato minore scorre sulla direttrice verticale che collega la via Flaminia al trittico composto da via del Corso, via di Ripetta e via del Babbuino.</p>
<p>A nord (tangente oggi con via del Muro Torto) troviamo l&#8217;ingresso monumentale della <strong>Porta del Popolo</strong>, alla cui destra si trova la basilica di Santa Maria del Popolo. Al centro vi è l&#8217;Obelisco Flaminio sorretto da una terrazza adornata da quattro fontane mentre sul lato maggiore dell&#8217;ellisse troviamo la fontana della Dea di Roma (a destra) e la fontana di Nettuno (a sinistra).</p>
<p>Poste sull&#8217;intersezione fra la piazza e le tre strade a sud, sono collocate le due &#8220;chiese gemelle&#8221;: S. Maria dei Miracoli e Santa Maria in Montesanto.</p>
<p>Dalla piazza, seguendo sul lato destro della basilica di Santa Maria del Popolo si trova la lunga scalinata che conduce al colle Pincio e la sua famosa terrazza (piazza Napoleone) da cui si gode una vista panoramica su Roma. A pochi passi da lì, si trova il più grande parco pubblico di Roma: <a href="/siti/villa-borghese/">Villa Borghese</a>.</p>
<h2>Storia</h2>
<p>Anticamente questo sito era chiamato Campo Marzio per via del Dio Marte, dio della guerra, a cui venne dedicato da <strong>Romolo</strong>. In questo esteso piazzale i giovani romani si esercitavano nell&#8217;arte militare mentre gli adulti tenevano comizi per l&#8217;elezione dei Magistrati e dei Senatori romani.</p>
<p>Fino al XVI secolo la piazza, allora di forma rettangolare, non era altro che il punto di partenza di tre strade. Solo nel 1589 divenne un vero centro urbano, grazie all&#8217;opera dell&#8217;architetto Domenico Fontana a cui dobbiamo l&#8217;idea di aver disposto l&#8217;obelisco al centro.</p>
<p>Verso la metà del XVII secolo fu ulteriormente trasformato in una piazza barocca e l&#8217;architetto <strong>Carlo Rainaldi</strong>, su ordine di <strong>Papa Alessandro VII</strong>, progettò due chiese per dare vita ad un importante polo che attirasse l&#8217;attenzione di tutti i visitatori e pellegrini che transitavano dalla <strong>Porta flaminia</strong>.</p>
<p>Il grande progetto di ingegneria civile del papa era di creare nuove piazze in tutta Roma collegandole con una rete di strade radianti che si diramavano da ogni piazza a simboleggiare la Trinità.</p>
<h3>Origine del Nome</h3>
<p>Per molto tempo si è ritenuto che il nome della piazza derivasse dalla parola latina <strong>Populus</strong> (che significa pioppi) per via del bosco che copriva il vicino mausoleo di Marcello <sup class='footnote'><a href='#marker-1603-1' id='markerref-1603-1' onclick='return footnotation_show(1603)'>1</a></sup>.</p>
<p>Dall&#8217;analisi di documenti trovati nel XX secolo tale etimo risulta poco plausibile. Pare infatti che il nome derivi dalla chiesa <strong>Sancta Maria Populi Romani</strong>, costruita nel 1099 a spese delle autorità municipali.</p>
<h2>L&#8217;0belisco flaminio</h2>
<p>L&#8217;obelisco flaminio in granito rosso, alto 23,2 metri, fu iniziato dal Faraone <strong>Seti I</strong> della XIX dinastia del Nuovo Regno attorno al 1300 a.C., portato a termine dal figlio <strong>Ramses II per erigerlo</strong> nel tempio del sole di Eliopoli. Fu rimosso dalle milizie romane dal giovane Ottaviano al seguito dell&#8217;imperatore Augusto nel 10 a.C. e trasportato a Roma.</p>
<p>In origine l&#8217;imperatore <strong>Costantino</strong> fece collocare l&#8217;obelisco al <a href="/siti/circo-massimo/"><strong>Circo Massimo</strong></a>. Nel corso dei secoli, l&#8217;obelisco cadde e fu sepolto, sia per cause naturali che per atti vandalici. Fu solo per ordine di <strong>papa Sisto V</strong> che fu avviata una minuziosa ricerca.</p>
<p>Fu ritrovato in tre pezzi sotto masse di immondizia sul sito del vecchio Circo. Su richiesta del papa si è avviata la ricostruzione e per ordine suo fu eretto al centro della piazza nel 1589.</p>
<p>Di notevole importanza sono le iscrizioni originali sui lati dell&#8217;obelisco che riportano le date dell&#8217;incoronazione sia di Seti I che di  Ramses II. Tra il 1816 e il 1824, in una fase di rinnovamento di Piazza del Popolo, <strong>Giuseppe Valadier</strong> lo impreziosì con una base con quattro bacini circolari e leoni di pietra, imitando lo stile egiziano.</p>
<h2>Le chiese</h2>
<h3>S. Maria del Popolo</h3>
<p>La chiesa di Santa Maria del Popolo si trova sul lato interno della porta del Popolo. Fu eretta nell&#8217;anno 1099 per volere di papa <strong>Pasquale II</strong> con l&#8217;intento di cancellare la malvagia memoria di Nerone, le cui ceneri erano sepolte negli orti della sua famiglia <strong>Domizia</strong>.</p>
<p>Nell&#8217;anno 1227 fu riedificata dal Popolo Romano, da cui prese il nome, con una pianta a tre navate, e fu data in cura ai Frati Agostiniani della congregazione di Lombardia.</p>
<p>Papa Sisto IV fece una prima ricostruzione della chiesa medievale per il Giubileo del 1475. La facciata e la maggior parte della decorazione degli interni è attribuito allo scultore <strong>Andrea Bregno</strong> e ai suoi assistenti.</p>
<p>Nel 1655-1661 il Bernini ridisegnò in parte la facciata e l&#8217;interno, rimuovendo numerosi monumenti funebri e altri rilievi.</p>
<p>L&#8217;interno della chiesa ospita opere di Pinturicchio, Raffaello, Caravaggio (&#8220;<em>La Crocifissione di San Pietro&#8221; e &#8220;La Conversione di San Paolo&#8221;</em>), Bernini e molti altri artisti del <strong>Rinascimento</strong> e del XVII secolo. Oltre alla cappella dell&#8217;altare maggiore, ve ne sono altre due: una a destra, voluta dal <strong>Cardinale Cibo (o Cybo)</strong> e realizzata da Carlo Fontana, una a sinistra, voluta dal banchiere <strong>Agostino Ghigi</strong> e realizzata da Raffaello.</p>
<h3>Le chiese gemelle</h3>
<p><strong>Papa Alessandro VII</strong>, con il capitale donato dal cardinale <strong>Girolamo Gastaldi,</strong> diede l&#8217;incarico nel 1662 all&#8217;architetto <strong>Carlo Rainaldi</strong> di progettare due chiese identiche, le &#8220;chiese gemelle&#8221;. La difficoltà che si pose dinanzi all&#8217;architetto fu che le dimensioni e le distanze fra strade non fossero uguali, ed il Rinaldi trovò una soluzione complessa ma efficace per mantenere l&#8217;idea di simmetria tipica dello stile barocco.</p>
<p>Per fare in modo che le due chiese risultino simili se guardate dalla piazza, l&#8217;architetto disegnò la cupola di Santa Maria in Montesanto con una forma ellittica, mentre la cupola di Santa Maria dei Miracoli di forma circolare.</p>
<h4>S. Maria dei Miracoli</h4>
<p>Posta sulla sinistra di via del Corso, Santa Maria dei Miracoli è dedicata alla Madonna che qui è venerata come &#8220;Nostra Signora dei Miracoli&#8221; a causa di una sua icona miracolosa posta sull&#8217;altare maggiore.</p>
<p>La facciata della chiesa presenta un profondo pronao rettangolare con quattro colonne che sorreggono un timpano sormontato da una balaustra sulla quale sono collocate dieci statue raffiguranti Santi e Sante. Entrando si trova immediatamente uno spazio circolare dominato dalla cupola.</p>
<p>Una cupola ottagonale, progettata e realizzata da <strong>Carlo Fontana</strong>, si erge alla sommità della chiesa e nel 1825 è stata rivestita con tegole di ardesia. A sinistra della chiesa, venne innalzato nella prima metà del XVIII secolo il campanile quadrangolare (attribuito a <strong>Gerolamo Theodoli</strong>), speculare rispetto a quello della vicina Santa Maria di Montesanto.</p>
<p>La chiesa ha quattro cappelle laterali e un profondo presbiterio, la cui decorazione, al pari del disegno della cupola e del lanternino sono di Carlo Fontana. La chiesa fu infine terminata nel 1678 e consacrata nel 1681, assieme alla gemella del 1673.</p>
<h4>Santa Maria in Montesanto</h4>
<p>A differenza della sua gemella, questa chiesa è una basilica minore ed è anche la &#8220;<strong>Chiesa degli artisti</strong>&#8221; di Roma. È dedica alla <strong>Beata Vergine Maria</strong> con il nome di Nostra Signora del Monte Carmelo ma ultimamente cambiato con quello di Nostra Signora, Regina del Cielo.</p>
<p>Fu lo stesso <strong>papa Alessandro VII</strong> nel 1662 a farla edificare su progetto di Carlo Rainaldi, ma i lavori si interruppero alle finestre della cupola per la morte del pontefice. Furono ripresi nel 1673 e condotti a termine con l&#8217;architetto <strong>Carlo Fontana </strong>e<strong> Mattia de Rossi</strong>, ma sotto la supervisione di Gian Lorenzo Bernini, che ne elaborò il progetto definitivo nel 1675.</p>
<p>Le decorazioni interne, su disegno dello stesso Bernini, furono eseguite e portate a termine nel 1679 da scultori della sua scuola. La facciata è la stessa della chiesa gemella. L&#8217;architrave soprastante porta l&#8217;iscrizione commemorativa che celebra il mecenate della chiesa il cardinale Girolamo Gastaldi.</p>
<p>La chiesa, a pianta ellittica ha paraste corinzie, quattro coretti, un profondo presbiterio e sei cappelle laterali, contro le quattro dell&#8217;altra. L&#8217;aula liturgica è sovrastata dalla cupola che nelle nicchie accoglie quattro statue in stucco di <strong>Filippo Carcani </strong>detto<strong> Filippone</strong> raffiguranti Sant&#8217;Angelo, Sant&#8217;Elia, Sant&#8217;Eliseo e Sant&#8217;Alberto.</p>
<p>La Madonna di Montesanto del XVI secolo, tavola attribuita alla scuola di <strong>Antoniazzo Romano</strong>, è collocata sull&#8217;altare maggiore. La chiesa cadde in un cattivo stato di conservazione alla fine del XX con il rischio di demolizione per alcuni decenni. Alla fine del XX secolo è stato intrapreso tardivamente un <strong>impegnativo restauro</strong> completato nel 2016, anno della sua riapertura .</p>
<h2>Le Fontane</h2>
<p>Le famose fontane in Piazza del Popolo non possono essere contemplate come singole opere. Esse vanno invece valutate come elementi di un componimento architettonico che racchiude l&#8217;estetica e la creatività della piazza nel suo complesso rispetto agli edifici che la circondano, alla sua forma, alle dimensioni e alla sua ubicazione.</p>
<p>Questa magnifica elaborazione è frutto del progetto creato dallo stimato architetto romano Giuseppe Valadier, che operò per molti decenni a Roma per le commissioni di alcuni papi.</p>
<h4>Fontana dell&#8217; Obelisco (o dei Leoni)</h4>
<p>Il papa <strong>Gregorio XIII Boncompagni</strong> fece costruire la prima fontana a <strong>Giacomo Della Porta</strong>, ma, anche se bella, fu giudicata non proporzionata alla dimensione della piazza da papa Leone XII che passò l&#8217;incarico per il rifacimento al caposcuola del classicismo romano Giuseppe Valadier.</p>
<p>Adeguare ad un obelisco egiziano uno stile architettonico moderno era alquanto problematico. Attorno alla base dell&#8217;obelisco l&#8217;architetto fece innalzare una terrazza con cinque gradini e ai quattro angoli di questa furono costruite piccole piramidi di sette gradini.</p>
<p>Nella parte superiore di ogni piramide una leonessa in stile egizio scolpita in marmo bianco di Carrara sparge acqua a ventaglio in vasche rotonde di travertino.</p>
<h4>Fontana della Dea Roma</h4>
<p>E&#8217; la fontana collocata sul lato orientale della Piazza a ridosso dei giardini del Pincio. L&#8217;imponente gruppo scultoreo in marmo fu eseguito nel 1823 da <strong>Giovanni Ceccarini</strong> su disegno del Valadier e raffigura la <strong>Dea Roma. </strong>Questa<strong>,</strong> armata di lancia e con l&#8217;elmo, è affiancata ai due lati dalle statue adagiate dei fiumi <strong>Tevere </strong>e <strong>Aniene</strong> e della <strong>Lupa</strong> che allatta i gemelli Romolo e Remo.</p>
<p>Sotto il gruppo scultoreo un&#8217;ampia valva di conchiglia sempre in travertino raccoglie l’acqua riversata da un piccolo bacino posizionato più in alto che si riversa in una grande vasca semicircolare di travertino.</p>
<h4>Fontana del Nettuno</h4>
<p>Nell&#8217;emiciclo sinistro della piazza l&#8217;architetto Valadier fece costruire il gruppo monumentale della <strong>Fontana di Nettuno</strong>, contrapposta all&#8217;altra fontana della <strong>Dea Roma</strong>. L&#8217;opera scultorea fu realizzata nel 1822-1823 da Giovanni Ceccarini, L&#8217;elemento prevalente è rappresentato da una statua raffigurante Nettuno armato di tridente nella mano destra.</p>
<p>Il signore dei mari e degli oceani è accompagnato da due statue di tritoni che siedono ai piedi del sovrano appoggiati sui delfini. L&#8217;elemento che completa la composizione è una ciotola da cui sgorga l&#8217;acqua dell&#8217;acquedotto Vergine su una grande vasca a forma di conchiglia, situata nella parte inferiore della fontana.</p>
<h2>Porta del Popolo (Flaminia)</h2>
<p>Porta del Popolo, posta sul lato settentrionale della piazza, rappresenta l&#8217;ingresso da Piazzale Flaminio e l&#8217;inizio della via Flaminia, l&#8217;antica strada consolare romana costruita nel 220 d.C dove passavano i pellegrini provenienti dalla via Francigena. Il nome originale era Porta Flaminia ma è ufficialmente conosciuta come Porta del Popolo.</p>
<p>Venne commissionata nel 1562 da papa Pio IV a Michelangelo che passò l&#8217;incarico all&#8217;architetto<strong> Nanni di Baccio Bigio</strong> il quale lo portò a termine in tre anni di lavoro, nel 1565.</p>
<p>Le quattro colonne della facciata esterna provengono dall&#8217;ex Basilica di San Pietro e incorniciano il singolo, grande arco. In cima a quest&#8217;ultimo troviamo una pietra commemorativa del restauro e lo stemma papale, sostenuto da due cornucopie.</p>
<p>Tra le due coppie di colonne vennero inserite nel 1638 le due statue di <strong>San Pietro </strong>e<strong> San Paolo</strong>, realizzate dallo scultore <strong>Francesco Mochi</strong>. Nel 1887, per esigenze di traffico, furono aperti dall&#8217;architetto <strong>Mercandetti</strong> i due fornici laterali, demolendo le due torri che spalleggiavano la porta.</p>
<p>Nel 1655 in occasione dell&#8217;arrivo della regina <strong>Cristina di Svezia,</strong> papa <strong>Alessandro VII Chigi</strong> decise di restaurare la facciata interna, che affidò al famoso scultore e architetto italiano <strong>Gian Lorenzo Bernini</strong>.</p>
<p>Per commemorare l&#8217;evento, sull&#8217;attico fu posta una targa con il prestigioso stemma di famiglia che può essere visto ancora oggi. L&#8217;iscrizione dice:</p>
<p style="text-align: center;">&#8220;FELICI FAUSTOQ(UE) INGRESSUI ANNO DOM MDCLV&#8221;</p>
<p style="text-align: center;"><em>Trad: &#8220;Per un ingresso felice e propizio, anno 1655&#8221;</em></p>
<p>Il riferimento è alla visita della regina Cristina che da quel momento non lasciò mai più Roma.</p>
<h2><span class="uk-text-bold">La piazza oggi</span></h2>
<p>La piazza, con i suoi 17,100 mq è area pedonale dal 1998.</p>
<p>Su entrambi i lati dall&#8217;inizio del &#8216;900 ci sono due famosi locali, Il <strong>Bar Rosati</strong> e il <strong>Caffè Canova</strong>, punti d&#8217;incontro per tutti i personaggi dello <strong>star system</strong> romano e nazionale. La piazza viene spesso utilizzata per grandi eventi all&#8217;aperto, come concerti e manifestazioni politiche.</p>
<p>Nel luglio 2020 è stata inaugurata la nuova illuminazione di piazza del Popolo a LED, che sostituisce la scarsa illuminazione precedente.</p>
<h3>Bar Rosati e Caffè Canova</h3>
<p>Bar Rosati e Caffè Canova sono da sempre luoghi di incontro preferiti da <strong>VIP</strong>, <strong>Star</strong> del cinema e dello sport fin dagli anni &#8217;60. In un ambiente raffinato, le due strutture propongono colazione, pranzo e cena abbinati ad una vasta selezione di dolci e pasticcini.</p>
<h3>Le vie dello shopping</h3>
<p>Da Piazza del Popolo si dipartono le tre importanti e famose vie dello shopping a Roma:</p>
<p><strong>Via del Babuino, </strong>che conduce a <a href="/siti/piazza-di-spagna/">Piazza di Spagna</a>. Strada prestigiosa, sede di negozi di lusso e popolata da Gallerie d&#8217;arte, caffè e ristoranti.</p>
<p><strong>Via del Corso, </strong>che collega Piazza del Popolo a <strong>Piazza Venezia</strong> è il regno dello shopping per tutte le tasche. Via ricca di chiese, monumenti, arte, cultura e palazzi della politica. Da questa strada si ramificano vicoli e stradine piene di negozi caratteristici e interessanti.</p>
<p><strong>Via di Ripetta</strong>, che conduce al <strong>Mausoleo di Augusto</strong>, è al centro delle principali iniziative culturali ed espositive per l&#8217;acquisto di opere d&#8217;arte. Vi ha sede il Liceo Artistico Statale &#8220;Via Ripetta 218&#8221; ma offre anche una ricca scelta di originali negozi artigianali con prodotti enogastronomici tipici.</p>
<h2>Come arrivarci</h2>
<p>Per arrivare nella zona di Piazza del Popolo si possono utilizzare:<br />
La linea A della <a href="/metro/">Metropolitana di Roma</a> con le 2 vicine stazioni di Flaminio e Spagna (<a href="/metro/mappa/">visualizza mappa</a>).<br />
Dalla Stazione Termini: Bus 490 e 495; dal centro città l&#8217;autobus elettrico 119 e il bus 81.<br />
Dall&#8217;Aeroporto di fiumicino: Ferrovia FL1 e FL3.</p>
<div class='footnotes' id='footnotes-1603'>
<div class='footnotedivider'></div>
<ol>
<li id='marker-1603-1'> The piazza del popolo in Rome, Ernest F. Lewis, 1914. <a href="https://www.jstor.org/stable/pdf/44658213.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Landscape architecture magazine</a> <span class='returnkey'><a href='#markerref-1603-1'>&#8629;</a></span></li>
</ol>
</div>
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		<title>Piazza del Campidoglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione ArcheoRoma]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2020 18:32:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Piazza del Campidoglio, splendidamente progettata da Michelangelo, è il capolavoro del colle capitolino. È delimitata da tre palazzi. Il Palazzo Senatorio, il Palazzo dei Conservatori e il Palazzo Nuovo.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Preesistenza</h2>
<p>Fin dai tempi antichi il Campidoglio è stato il luogo più importante dell&#8217;Urbe, inizialmente come luogo di culto e poi come centro di potere con l&#8217;avvento del Senato durante l&#8217;Impero. I palazzi che circondano la Piazza del Campidoglio sono la testimonianza delle vicende storiche e degli avvenimenti secolari associati alla città.</p>
<p>Tracce di insediamenti abitativi fin dall&#8217;età del ferro sono venuti alla luce durante i primi scavi del colle (V secolo a.C.). Questo originariamente era caratterizzato da due sommità verdeggianti, l’<strong>Arx</strong> e il <strong>Capitolium</strong>, con al centro un avvallamento dal nome <strong>Asylum </strong>(l&#8217;attuale piazza del Campidoglio)<strong>.</strong></p>
<p>L&#8217;Asilum diventerà il centro dell&#8217;intero colle dove saranno innalzati i templi capitolini che ne sanciranno la sacralità. Nel corso degli scavi delle fondamenta per edificare il <strong>Tempio di Giove</strong> fu ritrovata la testa (caput) di un guerriero etrusco dal nome <strong>Tolus </strong>o<strong> Olus</strong>, da cui caput Toli, quindi Capitolium e conseguentemente Campidoglio.</p>
<h3>Il Medioevo</h3>
<p>Nel Medioevo quasi tutte le testimonianze della grande civiltà romana erano svanite e i templi smantellati. Il Campidoglio, un tempo luogo sacro, fu ribattezzato Monte Caprino a causa dell&#8217;usanza del popolo di pascolarvi capre.</p>
<p>Nel XII secolo, sulle rovine del <strong>Tabularium</strong>, l&#8217;archivio di Stato dell&#8217;Urbe, fu fatto edificare il primo importante edificio, il <strong>Palazzo Senatorio, </strong>la sede del Comune medioevale e residenza del Senatore che amministrava la città.</p>
<p>Nel XIV secolo papa <strong>Niccolò V</strong> fece avviare la risistemazione delle le <strong>Case dei Banderesi</strong> trasformando l&#8217;edificio nel <strong>Palazzo delle Corporazioni</strong>, per ribadire il potere del dogma papale sulle autorità della città.</p>
<h2>Progetto di Michelangelo</h2>
<p>Storicamente, la piazza fu creata perché l&#8217;imperatore del Sacro Romano Impero Carlo V organizzò una visita a Roma prevista nel 1538 su invito del papa <strong>Paolo III Farnese</strong>.</p>
<p>Questi voleva un&#8217;immagine maestosa per ristabilire la grandiosità di Roma ed impressionare l&#8217;imperatore. Per la rinomanza dell&#8217;evento, decise la risistemazione dell&#8217;intero complesso per costruire una monumentale piazza e scelse di affidare il progetto e i lavori al più grande e geniale artista del Rinascimento italiano, Michelangelo.</p>
<p>Quando si avviarono i lavori per la nuova piazza, la situazione dei due edifici esistenti, <strong>Palazzo Senatorio</strong> e <strong>Palazzo dei Conservatori</strong>, era problematica e in uno stato di desolante abbandono.</p>
<p>Il progetto del Buonarroti prevedeva in modo risoluto interventi radicali sui vecchi palazzi, modificandone le facciate, per un risultato estetico degno della grandezza di Roma; i due palazzi purtroppo risultavano divergenti tra di loro con un angolo di 80 gradi.</p>
<p>Buonarroti sfruttò questa inusuale disposizione non ortogonale ideando un terzo palazzo per ottenere la simmetricità al Palazzo dei Conservatori: il <strong>Palazzo Nuovo</strong>, con la stessa angolazione, dava vita ad una forma trapezoidale, completando così l’area alla sommità del colle. Il campanile del Palazzo dei Senatori, posto a lato, doveva essere collocato al centro.</p>
<h3>Gli obiettivi</h3>
<p>L&#8217;architetto cambiò l&#8217;orientamento delle costruzioni del colle capovolgendolo in basso verso <strong>Campo Marzio</strong> che era il cuore pulsante di Roma. Gli obiettivi preposti per il riordinamento urbanistico di tutto il complesso per Michelangelo erano cinque :</p>
<ul>
<li>doveva essere una bella entrata in città</li>
<li>l&#8217;altopiano doveva essere livellato</li>
<li>i palazzi in declino dovevano essere restaurati</li>
<li>doveva diventare un tutto, un&#8217;unità e avere cinque ingressi.</li>
</ul>
<p>In una sua celebre lettera sull&#8217;architettura, Michelangelo dichiara la sua soddisfazione sull&#8217;intero progetto perché rispondente alle sue esigenze che riportiamo come segue:</p>
<p><em>&#8220;Se un piano ha componenti diversi, tutti questi componenti devono avere la stessa qualità e quantità ed essere all&#8217;unisono in termini di stile e proporzioni. […] Proprio come il naso, al centro del proprio viso, e non ha alcun legame con l&#8217;occhio, ma una mano deve effettivamente essere come l&#8217;altra, e un occhio deve coincidere con l&#8217;altro. E in effetti, gli elementi architettonici devono essere derivati ​​dal corpo umano. Chi non padroneggia la figura umana e gli aspetti più importanti dell&#8217;anatomia umana non può comprendere l&#8217;architettura&#8221;.</em></p>
<div class="highlight"></div>
<h4>Michelangelo Buonarroti, l&#8217;artista che ha progettato la piazza del Campidoglio</h4>
<p>Scultore, pittore, architetto e poeta italiano, Michelangelo Buonarroti (Caprese, 6 marzo 1475 – Roma, 18 febbraio 1564) è colui che dipinse la meravigliosa Cappella Sistina. Fu lo stesso artista a realizzare il David, il Mosè, la Pietà e il progetto della Cupola di San Pietro.</p>
</div>
<h3>La pavimentazione del novecento</h3>
<p>Nella fase di ristrutturazione, la pavimentazione dello spiazzo era inesistente, tutto era alquanto trascurato. Per completare il progetto della trasformazione del complesso architettonico Michelangelo ebbe l&#8217;idea di creare un<strong> disegno originale</strong> per la pavimentazione che assemblasse i vari edifici armonizzandoli.</p>
<p>La realizzazione della pavimentazione ellittica avvenne soltanto nel 1940 rispettando il prezioso disegno pavimentale stellato di Michelangelo. Una documentazione di rilevanza storica sono le incisioni del disegnatore francese <strong>Étienne Dupérac</strong> del 1569 che copiò il disegno originale, Circa quattro secoli erano trascorsi dal progetto di uno scenario architettonico unico al mondo.</p>
<h2>Descrizione</h2>
<p>Buonarroti vide le possibilità di un grande disegno, dosando attentamente il piano dal punto di vista architettonico per la collocazione del prezioso disegno pavimentale stellato.</p>
<p>L&#8217;artista non ha semplicemente usato una pavimentazione di abbellimento, ma ha creato un<strong> perfetto ovale</strong> con un disegno pavimentale composto da un <strong>ordito stellato</strong> costituito da quattro triangoli interconnessi, formando una stella a dodici punte che fa del Campidoglio di Michelangelo l'&#8221;<strong>Umbilicus Urbis&#8221;</strong>.</p>
<p>L&#8217;ovale è un po &#8216;incassato ed è circondato da tre ampi gradini circolari posti più in alto. All&#8217;interno dell&#8217;inquadratura dei tre gradini, l&#8217;ovale diventa più elevato verso il centro.</p>
<h3>Cordonata</h3>
<p>La grande scalinata progettata da Michelangelo nel XVI secolo su commissione di papa Paolo III, la cosiddetta &#8220;Cordonata&#8221; fu realizzata da Giacomo Della Porta e permette di accedere alla piazza. L&#8217;esecuzione della costruzione fu lenta: dopo la morte di Michelangelo i lavori continuarono fedelmente sui suoi progetti e l&#8217;opera fu completato nel 17° secolo.</p>
<p>La Cordonata è in pendio, formata da elementi in pietra o mattoni (cordoni) che la rendono simile a una scalinata. Essa collega piazza del Campidoglio con la sottostante Piazza d&#8217;Aracoeli,</p>
<h4>Le statue dei Dioscuri</h4>
<p>La grande scalinata è stata concepita molto ampia per il transito di uomini a cavallo, quindi di facile accesso e allargandosi leggermente verso l&#8217;alto, dove dominano le grandi statue dei <strong>Dioscuri</strong>, <strong>Castore </strong>e<strong> Polluce</strong>.</p>
<p>Accanto a essi sulla balaustra campeggiano i due gruppi marmorei dei cosiddetti &#8220;<strong>I Trofei di Mario&#8221;</strong>, omaggio alle vittorie di <strong>Domiziano</strong> sui <strong>Catti</strong> e sui <strong>Daci</strong> nell&#8217;89 d.C.</p>
<p>Una coppia di leoni egizi di basalto nero sono posti alla base, mentre a metà scalinata, sulla sinistra, è posta la statua di <strong>Cola di Rienzo</strong>, realizzata da Girolamo Masini nel 1887 proprio vicino al posto dove fu giustiziato.</p>
<h2>Statua di Marco Aurelio</h2>
<p>Il gruppo bronzeo di <strong>Marco Aurelio</strong> posto su un piedistallo, è il l&#8217;inizio dell&#8217;intervento michelangiolesco sulla spianata. La statua equestre tra i due Palazzi, realizzata nel 166 d.C., diventa così il nucleo centrale dell&#8217;intero complesso architettonico.</p>
<p>La scelta della statua aveva una motivazione religiosa in quanto secondo la tradizione rappresentava l’imperatore<strong> Costantino </strong>che aveva concesso libertà di culto alla religione cristiana nel 313 d.C.</p>
<p>A questa inesatta attribuzione con l’immagine di Costantino, si deve che l&#8217;opera fu salvata dalla distruzione a cui andavano incontro le molte altre statue equestri che decoravano Roma, fuse nei secoli per procacciare il prezioso metallo.</p>
<p>La scultura bronzea che incarna l’imperatore Marco Aurelio, fu fatta portare dal <strong>Laterano</strong> sul Campidoglio e posto al centro della piazza. È il più <strong>famoso e unico gruppo equestre</strong> di epoca classica giunto integro fino ai nostri giorni. Nei Musei Capitolini è oggi conservata la statua originale, quella sulla piazza è una sua copia.</p>
<h2>I palazzi sulla piazza</h2>
<p>Il rinnovamento cominciò dal <strong>Palazzo Senatorio</strong> che, pur mantenendo le fondamenta e i resti del Tabularium, ha preservato le strutture medioevali e rinascimentali pur con le ininterrotte peripezie del suo percorso costruttivo.</p>
<p>Il Palazzo delle Corporazioni delle arti e dei mestieri fu costruito nel XIII secolo per ospitare alcuni uffici comunali. Trasformando l&#8217;edificio medioevale, nel 1453, papa Niccolò V fece costruire all&#8217;architetto <strong>Rossellino</strong> il  Palazzo fu assegnato ai Conservatori. La ristrutturazione definitiva fu con il papa<strong> Paolo III Farnese</strong>, dal 1563, che da allora fu chiamato<strong> Palazzo dei Conservatori.</strong></p>
<p>Il <strong>Palazzo Nuovo</strong> è stato costruito ex novo, sulla base del progetto di Michelangelo, per completare il disegno della piazza capitolina, in aggiunta ai preesistenti Palazzo Senatorio e Palazzo dei Conservatori.</p>
<p>Nel 1603 fu il papa Clemente VIII che ne assicurò il finanziamento per la costruzione. Il suo orientamento divergente come il contrapposto Palazzo dei Conservatori fu suggerito da un muro di contenimento preesistente sul promontorio di S. Maria in Aracoeli.</p>
<h3>Il palazzo senatorio</h3>
<p>Sui resti del Tabularium venne costruita la residenza fortificata della nobile famiglia baronale dei <strong>Corsi </strong>che nel 1143 divenne sede del ricostituito Senato del popolo romano, chiamato appunto il Palazzo Senatorio.</p>
<p>L’apertura di una loggia affacciata sulla piazza che ospita il mercato, nel 1299 cambia volto al Palazzo rovesciandone la prospettiva: nell&#8217;età romana il colle guardava verso il <strong>Foro romano</strong>, nel medioevo il Campidoglio si affaccia sul lato opposto, Campo Marzio.</p>
<p>Il suo rinnovamento cominciò dal suo interno con le strutture medioevali e rinascimentali, e all&#8217;esterno con una maestosa facciata, cadenzata da lesene di ordine gigante e da un doppio scalone monumentale sul portale del palazzo.</p>
<p>Nel 1538 il riassetto dell&#8217;intera struttura fu deciso dal papa <strong>Paolo III Farnese</strong> che diede l&#8217;incarico del progetto e dei lavori a <strong>Michelangelo</strong> che accettò con riluttanza.<br />
Il maestro fiorentino rivoluzionò il palazzo orientandolo verso il luogo dove la vita romana era più partecipe,<strong> Campo Marzio</strong>, dirigendo i lavori di ristrutturazione fino 1544.</p>
<p>La facciata si arricchì poi di una duplice rampa con il ricco portale e una fontana monumentale a due conche mistilinee ad opera di Giacomo della Porta con ai lati le grandi statue dei Fiumi, il <strong>Nilo</strong> e il <strong>Tevere</strong>, trasferite fin dal 1517 sul Colle Capitolino. L&#8217;antica statua in porfido della <strong>Dea Minerva</strong> <strong>seduta</strong> campeggia in una nicchia al centro del prospetto architettonico.</p>
<p>Dopo la morte di Michelangelo la facciata fu completata nel 1605 da Giacomo Della Porta che continuò a presiedere i lavori. Per tutta la prima metà del XVII secolo si prolungarono le operazioni di rimodellamento.</p>
<p>Su progetto dell&#8217;architetto papale <strong>Martino Longhi il Vecchio</strong> fu costruita tra il 1578 e il 1582 la grande <strong>Torre campanaria</strong> in laterizio con tre ordini sovrapposti. I due piani preminenti, sono cadenzati da quattro archi sulle quattro facciate che danno luce alle celle campanarie all&#8217;interno delle quali sono conservate le due grandi campane in bronzo fuse nel 1804 e nel 1805.</p>
<p>L&#8217;orologio, ancora oggi funzionante e che prima era collocato sulla facciata di Santa Maria in Aracoeli, fu spostato sul fronte principale della Torre nel 1806.</p>
<p>Il proposito del vecchio papa Paolo III Farnese cominciò ad avere consistenza nei decenni successivi e soltanto dopo più di un secolo arrivò a conclusione, con il completamento della costruzione del Palazzo Nuovo che Michelangelo stesso aveva progettato.</p>
<h3>Palazzo dei Conservatori</h3>
<p>Nel XV secolo il papa <strong>Niccolò V</strong>, fece ricostruire il vecchio edificio delle<strong> Corporazioni professionali delle arti e dei mestieri</strong> del XIII secolo, assegnandolo ai Conservatori, ostentando così il potere papale e la sua egemonia sulle istituzioni civili.</p>
<p>Durante il pontificato di<strong> Paolo III Farnese</strong>, dal 1563, si diede inizio ai lavori di rinnovamento del palazzo, che da allora fu chiamato<strong> Palazzo dei Conservatori</strong>, il cui incarico fu dato a Michelangelo. L’antica facciata era caratterizzata da un lungo portico ad arcate su colonne e caratterizzata da due prestigiose opere: la <strong>Lupa</strong> e la testa colossale bronzea di <strong>Costantino</strong>.</p>
<p>Il progetto di Michelangelo, modificò l&#8217;interno e l&#8217;esterno in stile rinascimentale con le <strong>grandiose paraste corinzie d</strong>ella facciata che congiungono i due piani intervallate tra una lesena e l&#8217;altra da due ordini di sei finestre ciascuno rispettivamente a timpano triangolare nel primo e ad arco nel secondo.</p>
<p>L&#8217;ampio portico è decorato da <strong>14 colonne ioniche</strong> e le otto statue sulla balaustra completano il tetto. La finestra centrale più grande al centro è diversa con due piccole colonne sovrastate da un timpano aperto alla base.</p>
<p>Agli angoli la facciata si chiude con cantonali bugnati a forte rilievo in contrasto col delicato fregio inserito nella cornice marcapiano del centro. Dopo l&#8217;ingresso si trova un primo cortile a pianta quadrata con un porticato su due ordini, dorico il primo e ionico il secondo. Un secondo cortile presenta arcate cieche e una fontana.</p>
<p>La struttura del palazzo diverge lievemente rispetto alla facciata del Senatorio e all&#8217;asse centrale della piazza. Questa valutazione suggerì a Michelangelo di armonizzare il disegno architettonico della piazza con il progetto di un nuovo palazzo gemello sul lato opposto, allo stesso modo divergente.</p>
<p>Lo scopo era di creare un<strong> equilibrio scenografico</strong> di magnifica raffinatezza agli occhi di chi saliva al Palazzo Senatorio dall&#8217;estesa cordonata proveniente dal Campo Marzio.</p>
<p>Nel 1876 l&#8217;edificio fu trasformato in museo ma le stanze dell&#8217;appartamento vero e proprio dei Conservatori furono destinate al <strong>Comune di Roma</strong> come rappresentanza. Il glorioso museo ospita la più antica raccolta d&#8217;arte pubblica di Roma (dono di <strong>papa Sisto IV</strong> al popolo).</p>
<p>All&#8217;interno del Palazzo, nella <strong>Sala degli Orazi e dei Curiazi, </strong>si è verificato un evento storico per l&#8217;Europa. La firma del <strong>Trattato di Roma</strong> il 25 marzo del 1957, alla presenza dei rappresentanti dei sei paesi fondatori della <strong>CEE</strong> (Comunità Economica Europea).</p>
<p>Sessant&#8217;anni dopo, nel <strong>2017</strong>, con la partecipazione dei 27 rappresentanti dell&#8217;Unione Europea, è stata celebrata la firma nella stessa sala.</p>
<h3>Palazzo Nuovo</h3>
<p>La realizzazione di Palazzo Nuovo nel 1603 avvenne grazie al finanziamento di papa Clemente VIII e fu costruito dal <strong>Vignola </strong>(Jacopo Barozzi da) e completato sotto la guida di <strong>Girolamo Rainaldi</strong> e di suo figlio<strong> Carlo</strong>.</p>
<p>Progettato da Michelangelo che ebbe l&#8217;incaricato di completare la Piazza capitolina da lui stesso ridisegnata, ha la facciata speculare al Palazzo dei Conservatori che vi sorge contrapposto e con lo stesso orientamento obliquo.</p>
<p>Inaugurato nel 1734, sotto il papato di<strong> Clemente XII Corsini</strong>, è storicamente il primo museo pubblico al mondo con una delle più antiche raccolte di arte classica tra le quali la prestigiosa raccolta di antichità <strong>Albani</strong>, costituita da ben <strong>418 sculture.</strong></p>
<p>Otto paraste, con capitelli corinzi danno ritmo alla facciata due delle quali fanno da cantonale: su di esse corre un ampio fascione con ricco cornicione. Il portico si apre tra coppie di colonne, con al centro lo stemma di <strong>Alessandro VII</strong> e due iscrizioni a memoria del re <strong>Carlo Alberto</strong> e dello <strong>Statuto</strong> promulgato nel 1848, e l&#8217;altra del <strong>25°</strong> <strong>Anniversario del Risorgimento</strong>.</p>
<p>Altre opere furono donate al Campidoglio da <strong>papa Pio V</strong> nel 1566, oltre alle sculture che non trovavano più collocazione nel Palazzo dei Conservatori. Le raccolte sono tuttora sistemate secondo la concezione espositiva settecentesca.</p>
<p>Oggi, assieme al Palazzo dei Conservatori e al Tabularium, compongono la sede espositiva dei <strong>Musei Capitolini</strong>, tra i musei romani più importanti del mondo. Nel suo cortile è collocata la gigantesca statua sdraiata di <strong>Marforio</strong> che, insieme al più celebre <strong>Pasquino</strong> e ad altri personaggi, è una delle cosiddette <em>“statue parlanti”</em> di Roma.</p>
<h2>Come arrivarci</h2>
<p>I collegamenti verso Piazza del Campidoglio sono:</p>
<p><strong>Bus</strong> : 64 e 40 (dalla Stazione Termini)<br />
<strong>Metro</strong> : linea B, fermata Colosseo e poi 10 minuti a piedi</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Piazza di Spagna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione ArcheoRoma]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2020 14:22:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Piazza di Spagna è una delle piazze più famose e visitate di Roma. Al centro spicca la Fontana della Barcaccia, progettata e scolpita in stile barocco da Pietro e Gian Lorenzo Bernini.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collocata in una posizione straordinaria al centro della città, in Campo Marzio, piazza di Spagna rappresenta un luogo rinomato a livello internazionale.</p>
<p><strong>Piazza di Spagna, </strong>con la sua caratteristica forma a farfalla come due triangoli che si incrociano ai vertici, oltre ad essere un monumento simbolo del maestoso <strong>barocco romano</strong>, è oggi uno dei luoghi di incontro più esclusivi di Roma, con i suoi palazzi, sontuosi alberghi, famosi ristoranti, negozi e Atelier di grandi Griffes.</p>
<p>Da qui si dipartono le vie più famose per lo shopping come via Condotti, via del Babuino e via Borgognona.</p>
<h2>Caratteristiche</h2>
<p>Piazza di Spagna ha la sua caratteristica forma a farfalla con le ali triangolari che si incrociano ai vertici. Sull&#8217;ala a nord-ovest, la più ampia, si erge la scalinata mentre su quella minore a sud-est troviamo il palazzo di Spagna.</p>
<h2>Storia</h2>
<p>Quando venne costruita la Chiesa francescana della Trinità dei Monti (progetto di Carlo Maderno, consacrata poi da Sisto V nel 1587), la zona della <strong>Piazza della Trinità</strong>, questo il suo antico nome, era considerata suburbana, luogo di sosta delle vetture a cavalli che trasportavano gli stranieri a Roma attraverso Porta del Popolo, l&#8217;ingresso dal nord alla città eterna fin dall&#8217;antichità.</p>
<p>In una pianta disegnata dall&#8217;architetto Pirro Ligorio questa vasta estensione di terreno era impiantata a vigne con rovine di cadenti edifici dell&#8217;antica Roma. Solo due palazzi erano rimasti, quello della famiglia <strong>Ferratini</strong>, trasformato poi nel palazzo del Collegio di Propaganda Fide, e quello appartenente ai baroni <strong>Monaldeschi</strong>.</p>
<p>Nei primi anni del XVI secolo l&#8217;area della piazza che si trovava fuori dalla Roma medioevale, si conquistò fin da subito un ruolo di primaria importanza per la presenza di alberghi e appartamenti che davano ospitalità ai pellegrini e agli stranieri che sopraggiungevano a  Roma per visitare il Vaticano.</p>
<p>Prima della costruzione della scalinata la piazza e la chiesa della Trinità dei Monti erano collegate unicamente da due strade ripide e fangose poste lungo il pendio. Tali strade erano percorribili unicamente a piedi.</p>
<p>Proprio in questo contesto un ambasciatore spagnolo vi prese in affitto un piccolo palazzo. L&#8217;incremento dei commerci che si svilupparono nella giurisdizione suggerirono al re <strong>Filippo IV</strong> di Spagna l&#8217;acquisto dell&#8217;intero edificio (1620) per trasformarlo come sede permanente dei suoi ambasciatori. Oggi ospita l&#8217;ambasciata spagnola presso la Santa Sede.</p>
<p>Durante il periodo tardo rinascimentale infatti, la piazza, grazie alla sua fastosità, era uno dei centri più ambiti e animati, l&#8217;attrazione più visitata della città da turisti e illustri viaggiatori da tutta Europa. Era costantemente frequentata da importanti artisti, poeti e scrittori del tempo che grazie allo scenario unico e irripetibile ne trassero fonte d&#8217;ispirazione.</p>
<p>Nel 1660 la prima iniziativa fu il progetto dell&#8217;abate Mazzarino grazie ad un lascito dell&#8217;addetto all&#8217;ambasciata di Francia Stefano Guiffer. Tale progetto prevedeva una struttura scenica costituita da rampe semicircolari che portavano dalla Barcaccia (parte integrante del progetto) alla chiesa  su diverse quote.</p>
<p>Doveva integrare diverse fontane e giochi d&#8217;acqua, ma il progetto non fu portato avanti. <sup class='footnote'><a href='#marker-1190-1' id='markerref-1190-1' onclick='return footnotation_show(1190)'>1</a></sup></p>
<p>L&#8217;intero quartiere di Roma divenne in poco tempo sotto la protezione spagnola, a tal punto che nel 1854, papa <strong>Pio IX</strong> fece erigere davanti all&#8217;ambasciata di Spagna la <strong>Colonna dell&#8217;Immacolata</strong>.</p>
<h3>Origine del nome</h3>
<p>Il nome Piazza di Spagna scaturisce proprio dal fatto che la sede dell&#8217;ambasciata spagnola in Vaticano fu trasferita qui nel <strong>Palazzo di Spagna</strong> nel 1647. Nella parte occidentale della piazza, vi è la chiesa francese dei <strong>SS. Trinità dei Monti</strong>, che allora si chiamava Piazza di Francia. Il memorabile antagonismo per l&#8217;egemonia in Italia tra queste due grandi potenze europee si manifestava palesemente nella topografia di Roma.</p>
<h2>Cosa vedere a Piazza di Spagna</h2>
<p>Oltre alla straordinaria <strong>Barcaccia</strong> e la famosa <strong>Scalinata di Trinità dei Monti</strong>, Piazza di Spagna è attorniata da importanti edifici storici. Dalla <strong>Memorial House</strong> dei poeti inglesi<strong> Keats </strong>e<strong> Shelley</strong>, alla <strong>Casa Museo</strong> del pittore <strong>Giorgio De Chirico</strong>, al Palazzo della <strong>Propaganda Fide</strong>.</p>
<p>Attigua alla piazza si trova la più piccola <strong>Piazza</strong> <strong>Mignanelli</strong> con al centro il monumento della <strong>Colonna dell&#8217;Immacolata Concezione</strong> di cui il Papa ne celebra la ricorrenza nel mese di dicembre.</p>
<h3>Fontana della Barcaccia</h3>
<p>Un&#8217;importante piano urbanistico della città riconosceva alle fontane un ruolo di spicco al centro delle piazze principali di Roma. Nel XVII secolo la città, con la nuova tendenza dominante del gusto compiutamente barocco, aveva l&#8217;esigenza di integrare i monumenti classici e medievali con le nuove sperimentazioni architettoniche e urbanistiche.</p>
<p>Tra il 1627 e il 1629, il progetto scenografico della Fontana della Barcaccia fu affidato all&#8217;esperto maestro <strong>Pietro Bernini</strong>, e, alla sua morte, portato a termine dal figlio, il famoso scultore ed architetto <strong>Gian Lorenzo</strong>.</p>
<p>La sua posizione è in asse con via dei Condotti e tangente alla prosecuzione di<strong> Via del Babuino</strong>. Una scelta similare alla fontana di <strong>Piazza del Popolo</strong>, in asse con <strong>Via del Corso</strong>.</p>
<p>Caratteristica dell&#8217;opera scultorea con poppa e prua rialzate, è che la fontana in travertino sembra affondare al centro di una conca ovale leggermente al di sotto del livello della strada quasi semi allagata.</p>
<p>Questo espediente è stato messo in atto dall&#8217;artista Bernini per superare l&#8217;ostacolo rappresentato da un problema tecnico dovuto alla bassa pressione dell&#8217;acqua dell&#8217;<strong>Acquedotto Vergine</strong> che alimentava la struttura.</p>
<p>Le fiancate laterali della barca sono più basse e al centro un solido pilastro supporta una piccola vasca dalla quale erompe uno zampillo d&#8217;acqua che sprizza anche da altri fori. Due sculture circolari a forma di sole con volto umano dalla cui bocca  sgorga l&#8217;acqua, completano le decorazioni interne.</p>
<p>All&#8217;esterno, ben in evidenza a poppa e prua, confluiscono anche i getti provenienti da bocche di finte cannoniere con al centro una tiara e un&#8217;ape, due stemmi pontifici simboli araldici della famiglia (i <strong>Barberini</strong>) del pontefice <strong>Urbano VIII </strong>che commissionò l&#8217;opera.</p>
<h4>La leggenda</h4>
<p>La leggenda vuole che lo scultore Pietro Bernini si fosse ispirato ad un evento straordinario avvenuto nel Natale del 1598 quando Roma fu devastata da una terribile alluvione del fiume Tevere che sommerse la città.</p>
<p>Quando l&#8217;acqua straripata del fiume si ritirò, una barca da pesca rimase incagliata nel centro della piazza e lasciata per qualche tempo proprio in quel preciso posto. Si racconta che Pietro Bernini dopo trent&#8217;anni dall&#8217;evento, costruì la Fontana della Vecchia Barca rifacendosi alla forma molto singolare delle chiatte fluviali con il fondo piatto che abitualmente servivano per il trasporto delle merci lungo il Tevere nel XVII secolo.</p>
<p>In realtà la Barcaccia attinge dall&#8217;Acquedotto dell&#8217;Acqua Vergine, che in quella zona ha un livello basso, per cui si è ritenuto opportuno non dargli granché elevazione.</p>
<h4>Danneggiamenti e restauri</h4>
<p>Danneggiamenti e restauri si sono susseguiti negli ultimi anni a causa della collocazione della fontana in uno dei luoghi con un imponente affluenza di turisti in città durante tutto l&#8217;anno. Negli anni 1993-1999 gli interventi di conservazione si sono resi necessari a causa di ripetuti atti vandalici perpetrati a danno dello storico manufatto in travertino.</p>
<p>Nella primavera del 2007 quattro esaltati inebriati dall&#8217;alcol, con un grosso cacciavite incisero con uno sfregio la fontana monumentale rimuovendo parzialmente un frammento distintivo dello stemma papale. Al sopraggiungere delle forze dell&#8217;ordine i quattro teppisti tentarono di assalirli ma i Carabinieri ebbero la meglio arrestandoli ed evitando così ulteriori deturpamenti.</p>
<p>Nel febbraio del 2015 una folla di hooligans olandesi, tifosi del Feyenoord, erano in città a seguito della loro squadra per l&#8217;incontro di Europa League con la Roma. Sicuramente sotto l&#8217;effetto dell&#8217;alcool i facinorosi si immersero dentro la fontana e cominciarono a lanciare lattine e bottiglie di vetro contro il monumento prima dell&#8217;arrivo della polizia locale.</p>
<p>Numerosi i danni accertati dai tecnici della<strong> Sovrintendenza ai beni culturali</strong>, tra cui un frammento di travertino di 10 cm. (concernente l&#8217;orlo del candelabro al centro della vasca). Le autorità hanno ascritto nella relazione che nel monumento sono stati riscontrati 110 tagli tra scalfitture e scheggiature definiti &#8220;<em>un danno grave anche perché permanente</em>&#8220;.</p>
<h3>Palazzo di Spagna</h3>
<p>Il <strong>Palazzo di Spagna</strong>, un piccolo edificio appartenente all&#8217;antica famiglia nobile dei <strong>Monaldeschi</strong>, fu affittato dagli ambasciatori spagnoli nel 1622. Pochi anni dopo, nel 1654, il palazzo fu acquisito dalla corona spagnola come residenza permanente dei suoi ambasciatori.</p>
<p>L&#8217;architetto Borromini progettò lo sviluppo del palazzo con l&#8217;aggiunta della scala principale dell&#8217;ambasciata e della hall, continuati poi dall&#8217;architetto <strong>Antonio Del Grande</strong>. Questi ebbe l&#8217;incaricato di completare i lavori della costruzione che, con l&#8217;arricchimento di terrazze, rappresentava una delle opere architettoniche più splendide del tempo.</p>
<p>Gli ambasciatori spagnoli nei secoli XVII e XVIII fecero del palazzo un ritrovo sfarzoso, un brillante luogo di eventi e festeggiamenti mondani che poi animavano la prospiciente Piazza di Spagna.</p>
<p>Oggi l&#8217;ambasciata espone una rara collezione di arazzi in Gobelins del XVII secolo, mentre tre splendidi arazzi del XVIII secolo ornano le pareti della sala da pranzo. Due sculture &#8220;<strong>El alma beata</strong>&#8221; e &#8220;<strong>El alma condenada</strong>&#8221; di Gianlorenzo Bernini e quadri del <strong>Museo del Prado</strong> di celebri pittori spagnoli completano la ricchezza artistica del palazzo.</p>
<h3>Colonna dell&#8217;Immacolata Concezione</h3>
<p>La Colonna dell&#8217;Immacolata Concezione è un monumento del XIX secolo eretto in Piazza Mignanelli di fronte all&#8217;ambasciata spagnola. É un&#8217;antica colonna corinzia di marmo Cipollino scolpita nell&#8217;antica Roma e scoperta nel tardo Rinascimento presso il monastero di <strong>Santa Maria della Concezione</strong>.</p>
<p>Abbandonata per quasi un secolo, papa Pio IX ebbe l&#8217;idea di dedicare un monumento all&#8217;Immacolata Concezione dando l&#8217;incarico a <strong>Luigi Poletti</strong> di progettare una base quadrata in marmo per sostenere la colonna.</p>
<p>Lo scultore a sua volta commissionò quattro statue ad altri artisti per realizzare dei personaggi biblici. Così ai quattro angoli della base si trovano le statue in marmo di Mosè (<strong>Ignazio Jacometti</strong>), David (<strong>Adam Tadolini</strong>), Isaiah (<strong>Salvatore Revelli</strong>) ed Ezechiele (<strong>Carlo Chelli</strong>).</p>
<p>Sulla sommità della base lo scultore pose la colonna alta 11,81 m. In cima alla colonna fu collocata la statua in bronzo della Vergine Maria, opera di <strong>Giuseppe Obici</strong>, rappresentata nel calpestare il simbolo del peccato originale, un serpente.</p>
<p>Il monumento è dedicato al <strong>dogma</strong> dell&#8217;Immacolata Concezione proclamato nella <strong>Cappella Sistina</strong> dal papa Pio IX l’8 dicembre 1854 con la bolla <em>&#8220;Ineffabilis Deus&#8221;</em> che promulgava l&#8217;immunità dal peccato originale della Vergine Maria fin dal momento del suo concepimento.</p>
<p>L&#8217;8 dicembre 1857, il Papa diede la benedizione alla città di Roma e al monumento in memoria di tale dogma. Da allora ogni anno nello stesso giorno il Papa ne ripete il rito.</p>
<h3>Palazzo di Propaganda Fide</h3>
<p>Il Palazzo di Propaganda Fide, noto come <strong>Collegium Romanum De Propaganda Fide</strong>, fu voluto dal <strong>Papa Urbano VIII</strong> che ne commissionò la realizzazione a Gian Lorenzo Bernini, ma quando nel 1644 il successore del Papa,<strong> Innocenzo X</strong>, l&#8217;opera fu completata da <strong>Francesco Borromini</strong>.</p>
<p>L&#8217;Immobile fu costruito per ospitare il quartier generale di una una nuova congregazione destinata a dare impulso e dirigere le opere dei missionari nel mondo <em>(da questo il suo nome latino). </em></p>
<p>Nel 1644 il Bernini progettò la facciata su Piazza di Spagna mettendo ben in evidenza in alto al centro uno stemma del Papa. Il grande scultore architetto costruì anche una piccola cappella per Papa Urbano VIII.</p>
<p>Francesco Borromini, alcuni anni dopo, completò invece la facciata del lato destro prospiciente una stradina stretta che ne riduceva la visione. Anche se è stato il suo ultimo grande progetto, l&#8217;architetto rimase fedele al suo stile distintivo che rispettava l&#8217;uso di curve non architettoniche concave e convesse, di capitelli ecc.</p>
<p>Inizialmente costruita da Gian Lorenzo Bernini all&#8217;interno del Palazzo di Propaganda, la<strong> Cappella dei Re Magi</strong>, per volere di papa Innocenzo <strong>X Pamphilj</strong>, fu affidata a Borromini che la fece demolire ricostruendola fra il 1662 e il 1664.</p>
<p>La dedica ai Magi fu decisa dal cardinale Barberini in considerazione del fatto che i tre re potessero simboleggiare i primi pagani convertiti alla fede cristiana. La loro conversione sarebbe stata interpretata come segno di riconoscimento dei valori spirituali promossi dalla congregazione.</p>
<h3>Keats-Shelley Memorial House</h3>
<p>La Keats-Shelley Memorial House, situata nell&#8217;edificio ai piedi della <strong>Scalinata di Trinità dei Monti</strong>, è un museo dedicato alla memoria degli inglesi John Keats e Percy J. Shelley, poeti romantici che rimasero incantati dalla Città Eterna.</p>
<p>Keats visse in questo appartamento situato al numero 26 di Piazza di Spagna solo l&#8217;ultimo periodo della sua brevissima vita, spegnendosi alla giovane età di soli 25 anni. Al secondo piano si può visitare la sua camera da letto che si affaccia sulla piazza; è un luogo di culto del suo incredibile genio prodigioso e della sua sventurata vicenda.</p>
<p>Keats negli anni è stato considerato uno dei più grandi poeti inglesi di tutti i tempi. Nelle sue poesie c&#8217;era spesso un richiamo al dolce suono dell&#8217;acqua corrente che sgorgava dalla fontana della Barcaccia dandogli tanto conforto.</p>
<p>Circa 8000 volumi dedicati al Romanticismo inglese sono ospitati nella biblioteca all&#8217;interno della struttura assieme a quadri e cimeli appartenuti ad altri poeti come <strong>Byron</strong>, <strong>Hunt</strong> ed <strong>Henry James</strong>.<br />
Molto turisti stranieri visitano la Memorial House, un luogo simbolo del movimento romantico. Il Museo fu inaugurato nel 1909, alla presenza del re <strong>Vittorio Emanuele III</strong>.</p>
<h3>Babington&#8217;s: Sala da tè e Ristorante</h3>
<p>Babington&#8217;s Sala da tè è situata a sinistra della scalinata nella piazza più celebre di Roma. Il primo luogo per gustare la classica bevanda inglese nella Città Eterna è stata questa sala da tè fondata nel 1893 da due signore inglesi residenti nella capitale, <strong>Isabel Cargill</strong> e <strong>Anna Maria Babington</strong>.</p>
<p>Da sempre un luogo di incontro preferito da VIP, star del cinema e celebrità fin dagli anni &#8217;60: <strong>Elizabeth Taylor</strong>,<strong> Richard Burton</strong>, <strong>Federico Fellini</strong> e molti altri hanno gustato il classico tè pomeridiano scelto tra una selezione enciclopedica accompagnato con sandwich e focaccine, torte di mele, frittelle servite su delicati vassoi cinesi.</p>
<p>In un ambito raffinato, il ristorante propone colazione, pranzo e cena abbinati ad una vasta selezione di dolci e pasticcini serviti da camerieri in classici abiti inglesi.</p>
<h3>Via dei Condotti</h3>
<p>Via dei Condotti, ubicata proprio di fronte a Piazza di Spagna, è la zona chic per eccellenza per lo shopping. Sede delle più prestigiose Gallerie d&#8217;arte e rinomati negozi dell&#8217;alta moda, qui si annoverano gli atelier dei più grandi stilisti, da<strong> Valentino</strong> a <strong>Bulgari</strong>, da <strong>Prada</strong> a <strong>Versace</strong>, da <strong>Dolce e Gabbana</strong> a <strong>Gucci</strong>, da <strong>Chanel</strong> ad <strong>Armani</strong>.</p>
<p>Non manca un&#8217;ampia offerta di ristoranti, birrerie, pub e bar intervallati da boutique e piccoli negozi di design che arricchiscono una delle strade più sfarzose d&#8217;Italia.</p>
<h2>Cinema</h2>
<p>Anche nel mondo del cinema Piazza di Spagna, scelta come set originale, ha assunto un ruolo di spicco grazie agli innumerevoli film dove è stata immortalata con grandi stars del firmamento hollywoodiano, creandone il mito.</p>
<h3>Vacanze romane (1953)</h3>
<p><iframe loading="lazy" title="Roman Holiday (1/10) Movie CLIP - Take a Holiday (1953) HD" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/l-PmluGC2wk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Interpretato dall&#8217;attrice <strong>Audrey Hepburn</strong> e da <strong>Gregory Peck</strong>, il film di grande successo &#8220;<strong>Vacanze Romane</strong>&#8221; del 1953, ha reso famosa Piazza di Spagna negli Stati Uniti e nel mondo per le celebri scene dei due attori in sella alla <strong>Vespa</strong>.</p>
<p>Diretto dal regista <strong>William Wyler</strong> il film narra la storia di una giovane principessa Anna che giunge a roma e, stanca della rigida etichetta di corte, elude la sorveglianza, esce sola per le strade dove incontra un giornalista Joe Bradley che la seguirà nel suo girovagare per la città.</p>
<h3>Il talento di Mr. Ripley (1999)</h3>
<p><iframe loading="lazy" title="Il talento di Mr Ripley ◆ ◇ Piazza di Spagna (Roma)" width="640" height="480" src="https://www.youtube.com/embed/8XFaJzA7S7o?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Nel thriller psicologico del regista <strong>Anthony Minghella</strong> troviamo interpreti prestigiosi come <strong>Matt Damon</strong>, <strong>Jude Law</strong> e <strong>Gwyneth Paltrow</strong>.</p>
<p>La storia riguarda un giovane, <strong>Tom Ripley</strong> che accetta l&#8217;incarico di un padre per riportare a casa il figlio viziato e benestante andato in Italia senza dare più notizie da tempo. Il tutto, ambientato negli anni &#8217;50, si svolge tra il mare e il sole di <strong>Capri</strong> ed <strong>Ischia</strong> e i locali notturni di <strong>Roma</strong> e <strong>Napoli</strong>.</p>
<h2>Curiosità</h2>
<p>In primavera, in occasione della celebrazione dell&#8217;anniversario della fondazione della città eterna, i gradini della piazza sono in fiore con le piante di azalea rosa.</p>
<div class='footnotes' id='footnotes-1190'>
<div class='footnotedivider'></div>
<ol>
<li id='marker-1190-1'> &#8220;Roma: la Basilica di San Pietro, il borgo e la città&#8221; &#8211; Gianfranco Spagnesi <span class='returnkey'><a href='#markerref-1190-1'>&#8629;</a></span></li>
</ol>
</div>
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		<title>Piazza Navona</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione ArcheoRoma]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Sep 2019 17:21:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una delle piazze più belle e famose di Roma e del mondo, Piazza Navona è uno degli splendidi capolavori del barocco con opere del Bernini e Borromini. É stata realizzata sul perimetro dell'antico Stadio di Domiziano.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Piazza Navona è stata edificata sul sito dell&#8217;antico <strong>Stadio di Domiziano</strong>, voluto dallo stesso imperatore nel 86 d.C. Dopo la caduta dell&#8217;Impero Romano, la piazza tornò in vita nella seconda metà del XV secolo come uno dei principali mercati all&#8217;aperto della città; i resti del malridotto stadio furono lastricati sopra per creare Piazza Navona.</p>
<h2>Piazza Navona: storia</h2>
<p>Piazza Navona deve il nome ai giochi agonali (in agonis), gare ginniche che si svolgevano nell&#8217;antica roma. Nel corso del tempo si ritiene che il nome &#8220;in agone&#8221; sia cambiato in &#8220;Navone&#8221; e, per somiglianza con il profilo cavo di una nave la piazza assunse infine il nome &#8220;Navona&#8221;.</p>
<h3>Stadio di Domiziano</h3>
<p>Lo Stadio Domiziano, noto come &#8220;<strong>Circo Agonalis</strong>&#8221; è stato voluto dall&#8217;imperatore stesso per disputare le più importanti competizioni di atletica leggera a imitazione delle Olimpiadi greche. La pianta originale era una grande arena rettangolare allungata di circa 265×106 metri, con un’estremità ad emiciclo e l’altra dritta e un poco obliqua.</p>
<p>La struttura, costruita in blocchi di travertino e mattoni rivestita di stucco modanato e colorato, è l&#8217;unico esempio di stadio in muratura fino ad oggi conosciuto a Roma. Lo stadio rimase in funzione fino al 5 ° secolo.</p>
<p>Lo Stadio fu distrutto dall&#8217;incendio avvenuto all&#8217;epoca dell&#8217;imperatore romano <strong>Marco Opellio Macrino</strong>. Lavori di restauro furono eseguiti nel 217 d.c. e nel 228 d.c., al tempo di Alessandro Severo. Lo svolgimento degli agonas (gare ginniche) nello Stadio si protrassero per tutto il IV secolo data in cui risulta che era perfettamente conservato e funzionante.</p>
<h4>La decadenza e gli scavi</h4>
<p>Dal V secolo iniziò la decadenza dell&#8217;opera e successivamente lo stadio venne adibito, come gli altri monumenti romani, a cava di materiali; le strutture elevate vennero assorbite dalle fondazioni di palazzi e chiese.</p>
<p>Diversi scavi furono effettuati sotto il livello della strada (nel 1868, 1869, 1933-34, nel 1936-38 e nel 1949-50) portando alla luce reperti archeologici oggi conservati in diversi punti sotto piazza Navona.</p>
<p>Tra questi, numerosi frammenti di sculture e un busto in marmo pentelico, una copia del IV secolo a.C. dell&#8217;<strong>Apollo Lykeios</strong> dello scultore <strong>Prassitele</strong>. Altri resti dello stadio sono stati identificati in molti sotterranei di Piazza Navona accanto alle famose reliquie sotto la chiesa di Sant&#8217;Agnese.</p>
<p>Altri reperti archeologici sono stati rinvenuti in molte aree sotterranee della zona e sono oggi visibili sotto la piazza di Tor Sanguigna. Per l&#8217;eccezionale livello di mantenimento queste rovine esprimono più di altri la gloria e l&#8217;erudizione della Roma dei Cesari..</p>
<h3>La piazza in epoca barocca: Gian Lorenzo Bernini</h3>
<p>Il grande rinnovamento del riassetto urbano si sviluppò dall&#8217;inizio del Seicento per volontà del papa Innocenzo X, della nobile famiglia <strong>Pamphili</strong>, che trasformò la piazza in un gioiello di architettura barocca. Diede l&#8217;incarico a<strong> Gian Lorenzo Bernini</strong> per una realizzazione scultorea come la famosa<strong> Fontana dei Quattro Fiumi</strong> (1651), una delle fontane più emozionanti mai create, con sopra l&#8217;obelisco alto 16 metri.</p>
<p>Il mandato per il progetto della Chiesa di Sant&#8217;Agnese in Agone fu affidato dal papa all&#8217;architetto <strong>Francesco Borromini</strong> (in collaborazione con Girolamo e  Carlo Rainaldi) e infine il pontefice predispose l<sup id="cite_ref-2" class="reference"></sup>a costruzione del Palazzo della sua famiglia Pamphili (sempre del Rinaldi), dove oggi ha sede la prestigiosa galleria progettata dal Borromini con gli affreschi di Pietro da Cortona.</p>
<p>Durante i mesi estivi, Papa Innocenzo aveva predisposto i cosiddetti &#8220;giochi d&#8217;acqua&#8221; ordinando di bloccare gli scarichi della rete fognaria in modo che l&#8217;acqua delle fontane traboccasse per cui l&#8217;intera piazza si allagava. Oltre ai giochi, il vero motivo era quello di poter rievocare famose battaglie navali (le famose Naumachie dei romani).</p>
<p>Nel 18° secolo il Papa Pio VI fece costruire il <strong>Palazzo Braschi</strong> (1791-1804, oggi sede del Museo di Roma) su progetto di Cosimo Morelli, completato poi da Giuseppe Valadier. Attraverso dipinti, incisioni e altre antiche opere d&#8217;arte, nel Museo si rivive la storia di Roma nel corso dei secoli.</p>
<p>La piazza oggi è il centro di una vita intensa e fervida con numerosissimi locali, pittori, artisti di strada e ritrattisti. Uno degli eventi più celebri è il grande mercatino di Natale che si conclude con la famosissima Festa della Befana con le sue bancarelle.</p>
<h2>Com&#8217;è oggi Piazza Navona: l&#8217;architettura</h2>
<p>Piazza Navona mantiene l&#8217;antica struttura del vecchio stadio domiziano con la variante del secondo emiciclo apportato nel XVIII secolo. I capolavori dell&#8217;architettura barocca ebbero il loro splendore a partire dal XVII secolo con progetti di fontane, palazzi, chiese realizzati dai grandi artisti del tempo: <strong>Gian Lorenzo Bernini </strong>e<strong> Francesco Borromini.</strong></p>
<h3>La Fontana dei quattro fiumi</h3>
<p>La <strong>Fontana dei quattro fiumi</strong> è la più grande delle tre fontane di Piazza Navona. La scenografica opera, al centro della piazza, fu costruita da Gian Lorenzo Bernini tra il 1647 e il 1651.</p>
<p>I giganti in marmo bianco, collocati su una base di travertino (opera di Giovan Maria Franchi del 1648), sono sculture nude che rappresentano le allegorie dei grandi fiumi nei quattro continenti conosciuti a quel tempo. il Nilo (scolpito da Giacomo Antonio Fancelli nel 1650), il Gange (opera del 1651 di Claude Poussin), il Danubio (di Antonio Raggi nel 1650) e il Rio de la Plata (di Francesco Baratta, del 1651). Naturalmente la Fontana doveva celebrare il potere pontificio nel mondo, evidenziato dai quattro grandi fiumi:</p>
<ul>
<li>Il Danubio simboleggia l&#8217;Europa con una figura avvolta a spirale, rivolta verso un cavallo</li>
<li>Il Rio de la Plata è rappresentato da un personaggio che alza un braccio a simboleggiare la colonizzazione del continente americano da poco sottomesso</li>
<li>Il Nilo, raffigurato da una statua che si copre il volto, simboleggia le sue sorgenti ancora ignote a quei tempi. Il leone e la palma sono l&#8217;emblema del continente africano.</li>
<li>Il Gange, fiume sacro, è personificato da una solenne figura barbuta che tiene un remo in mano.</li>
</ul>
<p>Inizialmente il papa Innocenzo X affidò il progetto al Borromini ma Bernini, grazie ai favori della potente suocera del papa, Donna Olimpia, (la rivalità tra i due architetti era famosa all&#8217;epoca) fece arrivare nelle mani del papa un modello d&#8217;argento della Fontana. Il pontefice fu talmente colpito dalla bellezza del manufatto che rinunciò al progetto del Borromini passando l&#8217;incarico dell&#8217;opera al Bernini.</p>
<p>L’<strong>acqua</strong> che sgorga tra le masse di travertino, infonde un suggestivo movimento perché zampilla da un&#8217;unica fonte. Componente di spicco come le sculture, l&#8217;acqua dalle rocce si riversa nel suo crescendo impetuoso tra animali selvatici, palme, peonie, agavi e piante rampicanti, creando un effetto straordinario. Il prodigio scultoreo suscita nello spettatore ammirazione e stupore coinvolgendolo in un universo di perfezione e bellezza senza tempo.</p>
<h3>La Fontana del Moro</h3>
<p>La Fontana del Moro, realizzata in marmo antico, è la più antica delle tre fontane ed è posta nell&#8217;estremità sud di Piazza Navona. Un uomo-marino dalle colossali dimensioni si staglia su un&#8217;enorme conchiglia mentre lotta con un delfino. Su disegno originale del Bernini, l&#8217;opera fu scolpita nel 1654 dal mastro Ludovico Rossi di Fiesole. Le maschere e le sculture dei tritoni sono copie degli originali visibili oggi nei giardini di Villa Borghese.</p>
<h3>La Fontana del Nettuno</h3>
<p>La Fontana del Nettuno è un complesso monumentale all&#8217;estremità settentrionale di Piazza Navona. Realizzata in marmo rosa portasanta e progettata nel 1574 da Giacomo della Porta assieme alla Fontana del Moro, aveva lo scopo di ottenere una forma simile alle due fontane con tritoni e grandi maschere.</p>
<p>L&#8217;opera voluta da Papa Gregorio XIII, non fu mai completata e per circa 300 anni la fontana rimase senza sculture. Solo nel 19° secolo al centro della fontana si è potuto ammirare il dio dell&#8217;acqua Nettuno (opera di Antonio della Bitta), effigiato con il suo tridente in lotta con un grande polpo.<br />
Le altre sculture, che furono create da Gregorio Zappalà, illustrano due cavallucci marini, sirene e amorini che giocano con i delfini.</p>
<h2>La chiesa e gli edifici attorno a piazza Navona</h2>
<p>Dalle antiche e strette vie del centro storico, si apre uno spazio che racchiude in un solo sguardo la grande e artistica piazza Navona. Le successive costruzioni di chiese, fontane, edifici e palazzi storici hanno incorniciato questo luogo rendendolo un gioiello architettonico unico al mondo.</p>
<h3>Sant&#8217;Agnese in agone</h3>
<p>La Chiesa di Sant&#8217;Agnese in Agone a Piazza Navona, rappresenta il tipico stile barocco di Francesco Borromini.  La chiesa originale fu costruita sul posto in cui la giovane Agnese fu martirizzata.</p>
<p>Il papa Innocenzo X intraprese nel 1644 la costruzione del palazzo per la sua famiglia Pamphili sulla piazza dove c&#8217;era già la splendida fontana del Bernini. Poco dopo, nel 1651, il papa decise di erigere una nuova chiesa sui resti della piccola basilica di Sant&#8217;Agnese.</p>
<p>Il primo progetto fu proposto da Girolamo Rainaldi e suo figlio Carlo, ma non avendo ricevuto il favorevole consenso dal papa, questi passò l&#8217;incarico a Francesco Borromini nel 1653.</p>
<p>Un&#8217;ampia facciata teatrale caratterizza questa opera che vanta capolavori di pittori e scultori come Alessandro Algardi e Gian Lorenzo Bernini. All&#8217;interno. fastosamente decorato, troviamo le cappelle e gli altari dedicati ai santi.</p>
<h4>Le cappelle</h4>
<ul>
<li>Cappella di Sant&#8217;Agnese</li>
<li>Cappella di San Filippo Neri</li>
<li>Cappella di Santa Francesca di Roma</li>
<li>Cappella di San Sebastiano</li>
</ul>
<h4>Gli Altari</h4>
<ul>
<li>Altare dedicato a Santa Emerentiana</li>
<li>Altare dedicato a Santa Cecilia</li>
<li>Altare dedicato a Sant&#8217;Eustachio</li>
<li>Altare dedicato a Sant&#8217;Alessio</li>
<li>Altare maggiore</li>
</ul>
<h3>Museo di Roma (Palazzo Braschi)</h3>
<p>Il Museo di Roma ha sede nel settecentesco Palazzo Braschi, nel cuore della Roma rinascimentale e barocca. La grandiosa architettura progettata da Cosimo Morelli ospita la più importante collezione di testimonianze relative alla storia artistica e la vita di Roma dal 15° fino all&#8217;inizio del XX secolo.</p>
<p>Il cortile suggestivo, le stanze dipinte con la loro originale decorazione a tempera e i delicati stucchi espongono oltre centomila tra sculture, incisioni, dipinti, disegni, mobili, carrozze e berline, pezzi di antiquario e affreschi.</p>
<p>L&#8217;architetto Giuseppe Valadier collaborò alla realizzazione di un simbolo caratterizzante del palazzo: il monumentale scalone con le antiche statue adornato con sofisticati rilievi in stucco per i quali l&#8217;autore Luigi Acquisti si ispirò al mito di Achille e all&#8217;Iliade.</p>
<h3>Palazzo Pamphilj</h3>
<p>Lo storico  Palazzo Pamphilj, voluto dal Cardinale Giambattista Pamphilj divenuto Papa Innocenzo X, è oggi la sede dell&#8217;Ambasciata del Brasile. L&#8217;architetto Francesco Borromini nel 1647 fu consultato per il progetto ma le sue proposte per il palazzo non furono accettate.</p>
<p>L&#8217;incarico fu affidato all&#8217;architetto Girolamo Rainaldi che diede inizio all&#8217;opera. Al pittore Pietro da Cortona fu commissionata la decorazione della volta della Galleria. La sequenza di affreschi antichi descrive scene della vita del leggendario fondatore di Roma, Enea.</p>
<h2>Eventi a Piazza Navona</h2>
<h3>Natale</h3>
<p>Il più pittoresco mercato di Roma è quello storico e tradizionale di Natale dove vengono venduti i classici alberi, presepi e le tipiche statuine che li popolano. Visitare gli stand in questo clima vivace e festoso fa vivere totalmente lo spirito natalizio della città eterna illuminata dai festoni luminosi. Si trovano gadget fatti a mano, piccole e originali idee per i regali natalizi, decorazioni per gli alberi e tutti i tipi di leccornie per grandi e piccini.</p>
<h4>Mercatini e bancarelle</h4>
<p>Giorno e notte Piazza Navona è una grande giostra di mercatini di ogni genere con regali curiosi per bambini e adulti compreso i nuovi addobbi per l&#8217;albero di Natale. Un chiassoso andirivieni da una bancarella all&#8217;altra con l&#8217;attrattiva di giocattoli e prodotti artigianali. E poi ritrattisti, venditori d&#8217;arte e disegni della Roma antica; numerosi ristoranti contornano la piazza per la gioia dei turisti con le locali prelibatezze gastronomiche.</p>
<h3>Befana</h3>
<p>La festa della Befana arriva il 6 gennaio a conclusione delle feste natalizie e la tradizione vuole che giunga qui in Piazza Navona. É il giorno dedicato ai bambini. La leggenda narra che il giorno della vigilia, la Befana, la strega buona a cavallo del suo manico di scopa, vada a recare i doni ai bambini riempiendo le abbondanti calze di regali se sono stati bravi, o carbone se sono stati cattivi.  Spesso il programma include anche spettacoli di burattini, clown, musica e balli.</p>
<h2>Come arrivarci</h2>
<p>I collegamenti verso Piazza Navona sono:</p>
<ul>
<li>Dall&#8217;aeroporto Leonardo Vinci o Ciampino, il Leonardo Express, un servizio ferroviario locale, collega l&#8217;aeroporto Leonardo Vinci alla città. Partenze ogni 30 minuti da/per la stazione Termini, tempo di percorrenza 31 minuti.</li>
<li>Un bus navetta collega l&#8217;aeroporto di Ciampino alla centrale stazione Termini.</li>
<li>Arrivando in treno: dalla Stazione Termini, si può raggiungere Piazza Navona in taxi.</li>
<li>Trasporto pubblico: gli autobus di linea 40 o 64 hanno la fermata vicino a Piazza Navona, Piazza della Chiesa Nuova: proseguire a piedi per 300 metri e si raggiunge la piazza.</li>
<li>In auto: Dal Grande Raccordo Anulare tutte le uscite hanno le indicazioni per &#8220;Roma Centro&#8221;. A Piazza Navona vige il divieto di sosta, si può parcheggiare nel vicino Lungotevere (zona blu a pagamento); la piazza è a pochi minuti a piedi. Parcheggio disponibile solo su richiesta presso l&#8217;autorimessa in Via Paola 24, pagamento diretto al garage.</li>
</ul>
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