Piazza del Popolo

Piazza del Popolo è una delle piazze più celebri e visitate di Roma situata sotto gli splendidi giardini del Pincio, era l'ingresso principale della città in epoca romana.
    Tour del Colosseo, Foro Romano e Palatino con guida
    Colosseo: disegno dell Anfiteatro Flavio di Roma
    Valutazione 5 Stelle: Tour del Colosseo e del Foro Romano

    Durata: 3 ore

    Prenotazioni

    • Dove si trova:
      Campo Marzio

    • Realizzato da:
      Architetto Francesco Fontana nel 1589

    • Cosa vedere:
      S. Maria del Popolo, S. Maria dei Miracoli, Santa Maria in Montesanto, Obelisco flaminio, fontana dell’ obelisco, fontana della Dea Roma, fontana del Nettuno, Porta del Popolo

    • Apertura:
      aperta al pubblico h24

    • Prezzi biglietti:
      nessun biglietto necessario

    • Trasporto:
      Stazione Metro: Flaminio

    Piazza del Popolo: la storia, le chiese e le fontane di una delle piazze più visitate di Roma

    Piazza del Popolo

    Piazza del popolo si estende tra le rive del fiume Tevere e le terrazze del Pincio e si materializza in un ampio spazio che durante l’Impero romano faceva parte dei giardini appartenenti alla famiglia di Nerone.

    Offre alcuni dei più bei monumenti di Roma, tra cui spicca per storia ed arte l’antica chiesa di Santa Maria del Popolo, con capolavori di Caravaggio, Carracci, Raffaello e Bernini.

    Descrizione

    La pianta della piazza è un’ellissi il cui lato minore scorre sulla direttrice verticale che collega la via Flaminia al trittico composto da via del Corso, via di Ripetta e via del Babbuino.

    A nord (tangente oggi con via del Muro Torto) troviamo l’ingresso monumentale della Porta del Popolo, alla cui destra si trova la basilica di Santa Maria del Popolo. Al centro vi è l’Obelisco Flaminio sorretto da una terrazza adornata da quattro fontane mentre sul lato maggiore dell’ellisse troviamo la fontana della Dea di Roma (a destra) e la fontana di Nettuno (a sinistra).

    Poste sull’intersezione fra la piazza e le tre strade a sud, sono collocate le due “chiese gemelle”: S. Maria dei Miracoli e Santa Maria in Montesanto.

    Dalla piazza, seguendo sul lato destro della basilica di Santa Maria del Popolo si trova la lunga scalinata che conduce al colle Pincio e la sua famosa terrazza (piazza Napoleone) da cui si gode una vista panoramica su Roma. A pochi passi da lì, si trova il più grande parco pubblico di Roma: Villa Borghese.

    Storia

    Anticamente questo sito era chiamato Campo Marzio per via del Dio Marte, dio della guerra, a cui venne dedicato da Romolo. In questo esteso piazzale i giovani romani si esercitavano nell’arte militare mentre gli adulti tenevano comizi per l’elezione dei Magistrati e dei Senatori romani.

    Fino al XVI secolo la piazza, allora di forma rettangolare, non era altro che il punto di partenza di tre strade. Solo nel 1589 divenne un vero centro urbano, grazie all’opera dell’architetto Francesco Fontana a cui dobbiamo l’idea di aver disposto l’obelisco al centro.

    Verso la metà del XVII secolo fu ulteriormente trasformato in una piazza barocca e l’architetto Carlo Rainaldi, su ordine di Papa Alessandro VII, progettò due chiese per dare vita ad un importante polo che attirasse l’attenzione di tutti i visitatori e pellegrini che transitavano dalla Porta flaminia.

    Il grande progetto di ingegneria civile del papa era di creare nuove piazze in tutta Roma collegandole con una rete di strade radianti che si diramavano da ogni piazza a simboleggiare la Trinità.

    Origine del Nome

    Per molto tempo si è ritenuto che il nome della piazza derivasse dalla parola latina Populus (che significa pioppi) per via del bosco che copriva il vicino mausoleo di Marcello 1.

    Dall’analisi di documenti trovati nel XX secolo tale etimo risulta poco plausibile. Pare infatti che il nome derivi dalla chiesa Sancta Maria Populi Romani, costruita nel 1099 a spese delle autorità municipali.

    L’0belisco flaminio

    L’obelisco flaminio in granito rosso, alto 23,2 metri, fu iniziato dal Faraone Seti I della XIX dinastia del Nuovo Regno attorno al 1300 a.C., portato a termine dal figlio Ramses II per erigerlo nel tempio del sole di Eliopoli. Fu rimosso dalle milizie romane dal giovane Ottaviano al seguito dell’imperatore Augusto nel 10 a.C. e trasportato a Roma.

    In origine l’imperatore Costantino fece collocare l’obelisco al Circo Massimo. Nel corso dei secoli, l’obelisco cadde e fu sepolto, sia per cause naturali che per atti vandalici. Fu solo per ordine di papa Sisto V che fu avviata una minuziosa ricerca.

    Fu ritrovato in tre pezzi sotto masse di immondizia sul sito del vecchio Circo. Su richiesta del papa si è avviata la ricostruzione e per ordine suo fu eretto al centro della piazza nel 1589.

    Di notevole importanza sono le iscrizioni originali sui lati dell’obelisco che riportano le date dell’incoronazione sia di Seti I che di  Ramses II. Tra il 1816 e il 1824, in una fase di rinnovamento di Piazza del Popolo, Giuseppe Valadier lo impreziosì con una base con quattro bacini circolari e leoni di pietra, imitando lo stile egiziano.

    Le chiese

    S. Maria del Popolo

    La chiesa di Santa Maria del Popolo si trova sul lato interno della porta del Popolo. Fu eretta nell’anno 1099 per volere di papa Pasquale II con l’intento di cancellare la malvagia memoria di Nerone, le cui ceneri erano sepolte negli orti della sua famiglia Domizia.

    Nell’anno 1227 fu riedificata dal Popolo Romano, da cui prese il nome, con una pianta a tre navate, e fu data in cura ai Frati Agostiniani della congregazione di Lombardia.

    Papa Sisto IV fece una prima ricostruzione della chiesa medievale per il Giubileo del 1475. La facciata e la maggior parte della decorazione degli interni è attribuito allo scultore Andrea Bregno e ai suoi assistenti.

    Nel 1655-1661 il Bernini ridisegnò in parte la facciata e l’interno, rimuovendo numerosi monumenti funebri e altri rilievi.

    L’interno della chiesa ospita opere di Pinturicchio, Raffaello, Caravaggio (“La Crocifissione di San Pietro” e “La Conversione di San Paolo”), Bernini e molti altri artisti del Rinascimento e del XVII secolo. Oltre alla cappella dell’altare maggiore, ve ne sono altre due: una a destra, voluta dal Cardinale Cibo (o Cybo) e realizzata da Carlo Fontana, una a sinistra, voluta dal banchiere Agostino Ghigi e realizzata da Raffaello.

    Le chiese gemelle

    Papa Alessandro VII, con il capitale donato dal cardinale Girolamo Gastaldi, diede l’incarico nel 1662 all’architetto Carlo Rainaldi di progettare due chiese identiche, le “chiese gemelle”. La difficoltà che si pose dinanzi all’architetto fu che le dimensioni e le distanze fra strade non fossero uguali, ed il Rinaldi trovò una soluzione complessa ma efficace per mantenere l’idea di simmetria tipica dello stile barocco.

    Per fare in modo che le due chiese risultino simili se guardate dalla piazza, l’architetto disegnò la cupola di Santa Maria in Montesanto con una forma ellittica, mentre la cupola di Santa Maria dei Miracoli di forma circolare.

    S. Maria dei Miracoli

    Posta sulla sinistra di via del Corso, Santa Maria dei Miracoli è dedicata alla Madonna che qui è venerata come “Nostra Signora dei Miracoli” a causa di una sua icona miracolosa posta sull’altare maggiore.

    La facciata della chiesa presenta un profondo pronao rettangolare con quattro colonne che sorreggono un timpano sormontato da una balaustra sulla quale sono collocate dieci statue raffiguranti Santi e Sante. Entrando si trova immediatamente uno spazio circolare dominato dalla cupola.

    Una cupola ottagonale, progettata e realizzata da Carlo Fontana, si erge alla sommità della chiesa e nel 1825 è stata rivestita con tegole di ardesia. A sinistra della chiesa, venne innalzato nella prima metà del XVIII secolo il campanile quadrangolare (attribuito a Gerolamo Theodoli), speculare rispetto a quello della vicina Santa Maria di Montesanto.

    La chiesa ha quattro cappelle laterali e un profondo presbiterio, la cui decorazione, al pari del disegno della cupola e del lanternino sono di Carlo Fontana. La chiesa fu infine terminata nel 1678 e consacrata nel 1681, assieme alla gemella del 1673.

    Santa Maria in Montesanto

    A differenza della sua gemella, questa chiesa è una basilica minore ed è anche la “Chiesa degli artisti” di Roma. È dedica alla Beata Vergine Maria con il nome di Nostra Signora del Monte Carmelo ma ultimamente cambiato con quello di Nostra Signora, Regina del Cielo.

    Fu lo stesso papa Alessandro VII nel 1662 a farla edificare su progetto di Carlo Rainaldi, ma i lavori si interruppero alle finestre della cupola per la morte del pontefice. Furono ripresi nel 1673 e condotti a termine con l’architetto Carlo Fontana e Mattia de Rossi, ma sotto la supervisione di Gian Lorenzo Bernini, che ne elaborò il progetto definitivo nel 1675.

    Le decorazioni interne, su disegno dello stesso Bernini, furono eseguite e portate a termine nel 1679 da scultori della sua scuola. La facciata è la stessa della chiesa gemella. L’architrave soprastante porta l’iscrizione commemorativa che celebra il mecenate della chiesa il cardinale Girolamo Gastaldi.

    La chiesa, a pianta ellittica ha paraste corinzie, quattro coretti, un profondo presbiterio e sei cappelle laterali, contro le quattro dell’altra. L’aula liturgica è sovrastata dalla cupola che nelle nicchie accoglie quattro statue in stucco di Filippo Carcani detto Filippone raffiguranti Sant’Angelo, Sant’Elia, Sant’Eliseo e Sant’Alberto.

    La Madonna di Montesanto del XVI secolo, tavola attribuita alla scuola di Antoniazzo Romano, è collocata sull’altare maggiore. La chiesa cadde in un cattivo stato di conservazione alla fine del XX con il rischio di demolizione per alcuni decenni. Alla fine del XX secolo è stato intrapreso tardivamente un impegnativo restauro completato nel 2016, anno della sua riapertura .

    Le Fontane

    Le famose fontane in Piazza del Popolo non possono essere contemplate come singole opere. Esse vanno invece valutate come elementi di un componimento architettonico che racchiude l’estetica e la creatività della piazza nel suo complesso rispetto agli edifici che la circondano, alla sua forma, alle dimensioni e alla sua ubicazione.

    Questa magnifica elaborazione è frutto del progetto creato dallo stimato architetto romano Giuseppe Valadier, che operò per molti decenni a Roma per le commissioni di alcuni papi.

    Fontana dell’ Obelisco (o dei Leoni)

    Il papa Gregorio XIII Boncompagni fece costruire la prima fontana a Giacomo Della Porta, ma, anche se bella, fu giudicata non proporzionata alla dimensione della piazza da papa Leone XII che passò l’incarico per il rifacimento al caposcuola del classicismo romano Giuseppe Valadier.

    Adeguare ad un obelisco egiziano uno stile architettonico moderno era alquanto problematico. Attorno alla base dell’obelisco l’architetto fece innalzare una terrazza con cinque gradini e ai quattro angoli di questa furono costruite piccole piramidi di sette gradini.

    Nella parte superiore di ogni piramide una leonessa in stile egizio scolpita in marmo bianco di Carrara sparge acqua a ventaglio in vasche rotonde di travertino.

    Fontana della Dea Roma

    E’ la fontana collocata sul lato orientale della Piazza a ridosso dei giardini del Pincio. L’imponente gruppo scultoreo in marmo fu eseguito nel 1823 da Giovanni Ceccarini su disegno del Valadier e raffigura la Dea Roma. Questa, armata di lancia e con l’elmo, è affiancata ai due lati dalle statue adagiate dei fiumi Tevere e Aniene e della Lupa che allatta i gemelli Romolo e Remo.

    Sotto il gruppo scultoreo un’ampia valva di conchiglia sempre in travertino raccoglie l’acqua riversata da un piccolo bacino posizionato più in alto che si riversa in una grande vasca semicircolare di travertino.

    Fontana del Nettuno

    Nell’emiciclo sinistro della piazza l’architetto Valadier fece costruire il gruppo monumentale della Fontana di Nettuno, contrapposta all’altra fontana della Dea Roma. L’opera scultorea fu realizzata nel 1822-1823 da Giovanni Ceccarini, L’elemento prevalente è rappresentato da una statua raffigurante Nettuno armato di tridente nella mano destra.

    Il signore dei mari e degli oceani è accompagnato da due statue di tritoni che siedono ai piedi del sovrano appoggiati sui delfini. L’elemento che completa la composizione è una ciotola da cui sgorga l’acqua dell’acquedotto Vergine su una grande vasca a forma di conchiglia, situata nella parte inferiore della fontana.

    Porta del Popolo (Flaminia)

    Porta del Popolo, posta sul lato settentrionale della piazza, rappresenta l’ingresso da Piazzale Flaminio e l’inizio della via Flaminia, l’antica strada consolare romana costruita nel 220 d.C dove passavano i pellegrini provenienti dalla via Francigena. Il nome originale era Porta Flaminia ma è ufficialmente conosciuta come Porta del Popolo.

    Venne commissionata nel 1562 da papa Pio IV a Michelangelo che passò l’incarico all’architetto Nanni di Baccio Bigio il quale lo portò a termine in tre anni di lavoro, nel 1565.

    Le quattro colonne della facciata esterna provengono dall’ex Basilica di San Pietro e incorniciano il singolo, grande arco. In cima a quest’ultimo troviamo una pietra commemorativa del restauro e lo stemma papale, sostenuto da due cornucopie.

    Tra le due coppie di colonne vennero inserite nel 1638 le due statue di San Pietro e San Paolo, realizzate dallo scultore Francesco Mochi. Nel 1887, per esigenze di traffico, furono aperti dall’architetto Mercandetti i due fornici laterali, demolendo le due torri che spalleggiavano la porta.

    Nel 1655 in occasione dell’arrivo della regina Cristina di Svezia, papa Alessandro VII Chigi decise di restaurare la facciata interna, che affidò al famoso scultore e architetto italiano Gian Lorenzo Bernini.

    Per commemorare l’evento, sull’attico fu posta una targa con il prestigioso stemma di famiglia che può essere visto ancora oggi. L’iscrizione dice:

    “FELICI FAUSTOQ(UE) INGRESSUI ANNO DOM MDCLV”

    Trad: “Per un ingresso felice e propizio, anno 1655”

    Il riferimento è alla visita della regina Cristina che da quel momento non lasciò mai più Roma.

    La piazza oggi

    La piazza, con i suoi 17,100 mq è area pedonale dal 1998.

    Su entrambi i lati dall’inizio del ‘900 ci sono due famosi locali, Il Bar Rosati e il Caffè Canova, punti d’incontro per tutti i personaggi dello star system romano e nazionale. La piazza viene spesso utilizzata per grandi eventi all’aperto, come concerti e manifestazioni politiche.

    Nel luglio 2020 è stata inaugurata la nuova illuminazione di piazza del Popolo a LED, che sostituisce la scarsa illuminazione precedente.

    Bar Rosati e Caffè Canova

    Bar Rosati e Caffè Canova sono da sempre luoghi di incontro preferiti da VIP, Star del cinema e dello sport fin dagli anni ’60. In un ambiente raffinato, le due strutture propongono colazione, pranzo e cena abbinati ad una vasta selezione di dolci e pasticcini.

    Le vie dello shopping

    Da Piazza del Popolo si dipartono le tre importanti e famose vie dello shopping a Roma:

    Via del Babuino, che conduce a Piazza di Spagna. Strada prestigiosa, sede di negozi di lusso e popolata da Gallerie d’arte, caffè e ristoranti.

    Via del Corso, che collega Piazza del Popolo a Piazza Venezia è il regno dello shopping per tutte le tasche. Via ricca di chiese, monumenti, arte, cultura e palazzi della politica. Da questa strada si ramificano vicoli e stradine piene di negozi caratteristici e interessanti.

    Via di Ripetta, che conduce al Mausoleo di Augusto, è al centro delle principali iniziative culturali ed espositive per l’acquisto di opere d’arte. Vi ha sede il Liceo Artistico Statale “Via Ripetta 218” ma offre anche una ricca scelta di originali negozi artigianali con prodotti enogastronomici tipici.

    Come arrivarci

    Per arrivare nella zona di Piazza del Popolo si possono utilizzare:
    La linea A della Metropolitana di Roma con le 2 vicine stazioni di Flaminio e Spagna (visualizza mappa).
    Dalla Stazione Termini: Bus 490 e 495; dal centro città l’autobus elettrico 119 e il bus 81.
    Dall’Aeroporto di fiumicino: Ferrovia FL1 e FL3.

    1. The piazza del popolo in Rome, Ernest F. Lewis, 1914. Landscape architecture magazine
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