Pantheon

Il Pantheon è uno dei monumenti più interessanti a livello storico ed architettonico che possiamo ancora oggi visitare nel centro di Roma. É la più importante testimonianza del grande Impero Romano, oltre che l'edificio meglio conservato.

Ultimo aggiornamento: 8 Novembre 2019

    Tour del Colosseo, Foro Romano e Palatino con guida
    Colosseo: disegno dell'Anfiteatro Flavio di Roma
    Valutazione 5 Stelle: Tour del Colosseo e del Foro Romano

    Durata: 3 ore

    Prenotazioni
    Pantheon, Roma

    Prima costruzione iniziata nel: 27 a.C.
    Imperatore: Agrippa
    Dove si trova: Piazza della Rotonda

    Pantheon

    Il Pantheon è un tempio romano dedicato a tutti gli dei (dal greco antico: Πάνθεον [ἱερόν], Pántheon [hierón], “[tempio] di tutti gli dei”), che attira visitatori da tutto il mondo per la magnificenza delle proporzioni, la maestosità della cupola e la particolarità architettonica, oltre che per i misteri celati della sua storia.

    Storia del Pantheon

    Pantheon pre-adriano: le origini

    Gli scavi di fine ottocento e i recenti scavi tra il 1995 ed il 1997 evidenziano la presenza di due livelli sovrapposti delle fondazioni:

    • pavimento inferiore, a circa 1,5 metri (fase augustea)
    • il pavimento attuale (Pantheon di Adriano)

    La leggenda del primo Pantheon

    Una leggenda narra che il primo Pantheon fu costruito nel Campo Marzio all’altezza dell’antica Palus Caprae già nel settimo secolo a.C. In quel luogo il fondatore di Roma Romolo, figlio del dio Marte e di Rea Silvia, ascese al cielo mentre passava in rassegna l’esercito 1.

    Il Pantheon di Agrippa

    Leggenda a parte, la prima costruzione del Pantheon venne iniziata nel 27 a.C. da Marco Vipsanio Agrippa (63 a.C. – 12 a.C.) che ne affidò la realizzazione a Lucio Cocceio Aucto e finita di costruire nel 25 a.C.

    Il Pantheon di Agrippa era composto da un portico decastilo con podio antistante e accesso a nord su una piazza lastricata. Attraverso un imponente portone con ante in bronzo si accedeva ad uno spazio circolare interno circoscritto da un muro in opus reticolatum.

    Tale spazio circolare pare fosse un portico colonnato anulare, anche se recenti studi portati avanti dal’archeologo Eugenio La Rocca, 2 lasciano ipotizzare che tale colonnato non sia mai esistito. L’ipotesi deriva anzitutto dalla constatazione della continuità della pavimentazione fino al muro di cinta. Inoltre la pavimentazione in pavonazzetto ritrovata difficilmente veniva utilizzata nell’antica Roma per spazi aperti e la muratura in opus reticolatum veniva usato principalmente per la recinsione di monumenti funerari.

    Pantheon di Adriano

    L’incendio del 110 e la ricostruzione del Pantheon

    Si da per storicamente valida la teoria per cui nel 110 il Pantheon di Agrippa venne integralmente distrutto a seguito di un incendio generato da un fulmine.

    Sulla ricostruzione del Pantheon di Agrippa ci sono più teorie:

    1. che fu restaurato da Adriano, come riportato negli Scriptores Historia Augustea della metà del IV secolo:
      “cum opera ubique infinita fecisset, numquam ipse nisi in Traiani patris templo nomen suum scripsit. Romae instauravit Pantheum, Septa, Basilicam Neptuni (…) eaque omnia propriis auctorum nominibus consecravit.”3
    2. che sia stato più volte restaurato da Apollodoro su ordine di Traiano, infine demolito e ricostruito da Adriano
    3. che sia stato integralmente ricostruito dall’imperatore Traiano e terminato dal suo successore Adriano

    Studi più recenti tendono ad avvalorare la terza tesi, distinguendo quindi due edifici con lo stesso nome, che sono stati costruiti in periodi diversi nellla medesima area. Lo si deduce in particolare dai rilievi fatti alle fondamenta durante alcuni scavi realizzati a fine ottocento. La teoria, sostenuta in particolare da Giuseppe Cozzo, è che le fondamenta non siano legate al monumento eretto successivamente, che vediamo ancora oggi. A tal punto che in origine il Pantheon avrebbe avuto un ingresso a sud al quale si accedeva attraverso un atrio maestoso spesso confuso con il laconico delle terme di Agrippa.

    In sintesi, l’iscrizione che Adriano fece incidere sul fregio della facciata, che indica Agrippa come committente del monumento, fu in realtà un tributo.

    Descrizione

    La struttura del Pantheon è composta da tre elementi architettonici:

    • uno spazio interno a pianta circolare costituito da una rotonda interna ed una esterna sovrastati da una cupola emisferica
    • un avancorpo che collega lo spazio interno al pronao
    • un pronao ottastilo

    Fondazioni

    Le fondazioni, tecnicamente “a trincea”, sono realizzate in calcestruzzo ed hanno le dimensioni di 4,5 metri di profondità, 7,3 metri di spessore e 43,30 m di diametro.

    Le fondazioni subirono danni nel tempo, probabilmente dovuti al terreno acquitrinoso su cui è stato costruito il monumento. Per questo motivo venne costruito successivamente un secondo anello di rinforzo delle fondazioni, che costrinse a pareggiare le quote del manto stradale.

    Per le stesse motivazioni, in una fase successiva vennero costruiti, oltre all’avancorpo frontale, altri elementi architettonici esterni non previsti dal progetto iniziale. Il fine era quello di scaricare le forze di spinta.

    Rotonda

    Altezza 30,40 m
    Spessore 6,20 m

    La “rotonda” è il termine usa per definire la struttura centrale del Pantheon, il primo elemento architettonico in ordine cronologico di costruzione, e deriva da un termine popolare che lo associa alla inconfondibile forma cilindrica.

    L’opera è stata realizzata con una tecnica in opus caementicium, ovvero una gettata di cemento, fra paramenti di mattoni (opus latericium). Si distinguono tre tipi differenti di materiale utilizzato per il calcestruzzo:

    1. Fino alla prima cornice: calcestruzzo con scaglie di tufo e travertino
    2. Dalla prima alla seconda cornice: calcestruzzo con tufo e mattoni
    3. Dalla seconda cornice in poi: calcestruzzo con mattoni frantumati

    La rotonda è composta da un muro interno ed uno esterno. L’intera circonferenza è scandita da otto pilastri. Fra i pilastri vi sono sette archi di scarico inclusi nel muro esterno che hanno l’obiettivo di scaricare le spinte verticali verso i pilastri.

    Cupola

    Pantheon. Interno
    Vista interna della cupola con l’oculus

    La cupola del Pantheon è la parte più notevole dell’edificio. Con i suoi 43,44 m di diametro interno, è la più grande mai costruita in calcestruzzo non armato. É la dimostrazione duratura del genio degli architetti romani, visto che l’edificio si trova ancora oggi praticamente intatto. L’opera, realizzata con calcestruzzo mescolato a tufo e pietra pomice su una casseratura in legno, sale a rosoni sempre più piccoli che convergono verso il centro.

    Diametro   43,44 m
    Altezza 21,75 m
    Peso 5000 tonnellate
    Spessore Massimo (base) 5,20 m
    Spessore minimo 1,40 m

    Esternamente la prima sezione della cupola non è visibile in quanto coperte dalle sette cornici che hanno lo scopo di compensare le spinte orizzontali della costruzione emisferica. Internamente, alla stessa altezza (fra la seconda cornice e la terza), è invece ben visibile la curvatura della cupola, evidenziata dai cassettoni che percorrono l’intero diametro, 28 per ognuno dei cinque anelli.

    Come è stata costruita la cupola?

    Per la realizzazione è stato necessario elevare una serie di strutture interne in legno sorrette da ponteggi ancorati sul muro interno della rotonda. Tali strutture permisero di reggere la centina, necessaria per la successiva colata del calcestruzzo.

    La fase di colata di calcestruzzo venne eseguita a livelli, partendo dal tamburo cilindrico verso il centro. Si è partiti dai tre anelli più grandi, facendo asciugare il calcestruzzo dopo ogni colata.

    Date le dimensioni generose della cupola, è stato necessario adottare una soluzione tecnica che abbiamo già visto in vari monumenti architettonici di epoca imperiale, dalla basilica di Massenzio alle terme di Diocleziano: l’alleggerimento del calcestruzzo. Man mano che si sale dalla rotonda sono stati infatti utilizzati diversi materiali accoppiati al calcestruzzo.

    Scaglie di mattoni in basso, poi scaglie di tufo, infine scorie vulcaniche e lapilli vulcanici in prossimità dell’oculo. Nell’ultima parte sono stati inseriti addirittura vasi di terracotta vuoti, una soluzione che verrà usata in maniera sistematica proprio nella basilica di Massenzio (di cui oggi è in piedi solo una navata, per cui tale tecnica è visibile ad occhio nudo).

    Interno della cupola

    Internamente la cupola è caratterizzata da 28 cassettoni disposti su cinque ordini orizzontali, chiamati lacunari. Questi furono realizzati direttamente grazie alla colata di calcestruzzo sulla centina di legno e non hanno solamente una funzione estetica, ma sono fondamentali per la stabilità della cupola, oltre che funzionali alla costruzione, in quanto permise la veloce asciugatura per carbonatazione della malta (la reazione dell’acqua con il carbonato di calcio nel calcestruzzo utilizzato).

    Costruzioni simili di cupole:

    Monumento Data di costruzione Diametro della cupola Diametro del lucernario Rapporto fra i due diametri Stato
    Pantheon 43,50 8,95 0,205 Ottimo
    Aula del planetario alle Terme di Diocleziano 21,25-22,05 4,20 0,197-0,190 Ottimo
    Tempio di Mercurio a Baia Fine I sec. a.C. 21,55 3,65 0,169 Perduto
    Tepidarium delle Terme di Diocleziano 19,30 3,68 0,197 Resti
    Tempio della Tosse a Tivoli 12,30 2,13 0,173

    Oculus

    Al culmine della cupola c’è una grande apertura detta “Oculus“, l’occhio, che rimane l’unica fonte di luce. Da questo foro circolare del diametro di 9 metri posto al centro penetra un fascio di luce che ha consentito gli studi di astronomia. L’elemento più coinvolgente e intrigante del Pantheon è proprio questo lampo di luce che amplia lo spazio all’interno.

    Interno

    L’edificio circolare, in stile romano, è costruito con mattoni e cemento, è composto da un’aula circolare coperta da una cupola emisferica. Un capolavoro di architettura e ingegneria che ha esercitato enorme influenza su tutta la storia dell’architettura nel mondo occidentale. Potrebbe essere il primo edificio di architettura classica, dove l’interno è volutamente progettato per mettere in ombra l’esterno. La parte circolare dell’edificio (o rotonda), è stata completata con due porte di bronzo che misurano 12 x 7,5 metri (quelle di oggi sono antiche, ma non originali).

    La rotonda in sé è un emisfero perfetto, misura 43,2 metri di diametro, esattamente l’altezza massima della cupola. La parete della rotonda è spessa 6 metri e ha sette nicchie abbaglianti che sono alternativamente semicircolari (3) e rettangolari (4), comprese tra due colonne corinzie, che anticamente rappresentavano le sette divinità collegate al culto dei pianeti, il Sole, la Luna, Venere, Saturno, Giove, Mercurio e Marte.

    La nicchia di fronte alla porta è la più imponente e raggiunge il soffitto. Ha un fregio decorativo e la cornice in porfido rosso ed è affiancato da due colonne di marmo corinzie di frigio viola. Ciascuna delle altre alcove ha due colonne di marmo frigio in viola (semicircolare) o Numidia giallo (rettangolare). Il pavimento è quello originale e consiste in uno schema quadrato utilizzando granito grigio, porfido rosso, marmo viola giallo e frigio di Numidia.

    Esterno

    Nomenclature capitello corinzio e trabeazione del Pantheon di Roma

    Il tempio è preceduto da un Pronao di derivazione greca con 16 colonne corinzie che sorreggono il timpano. Oggi il timpano è vuoto, ma al tempo dei Romani c’era un alto rilievo in bronzo che raffigurava la battaglia tra i giganti e le amazzoni.

    Il portico, in stile greco molto classico, misura 34,20 metri x 15,62 e presenta un colonnato frontale a otto colonne corinzie alte 11,8 metri. I fusti delle colonne monolitiche sono di granito grigio di Assuan con le basi e capitelli in marmo bianco pentelico. Il frontone sopra le colonne ora è vuoto, ma alcuni fori suggeriscono che in origine c’era un emblema di qualche tipo, forse un’aquila o corona in bronzo dorato e simboleggiante Giove. Il portico è stato costruito con marmo bianco pentelico ed è decorato con rilievi raffiguranti oggetti religiosi come piatti, ghirlande e candelabri. Un disegno geometrico di cerchi e quadrati caratterizza il pavimento con lastre di marmi colorati.

    Conoscere questo capolavoro è una rara occasione per i moderni visitatori di verificare la gloria della Roma imperiale facendo un percorso a ritroso di circa 2.000 anni. Con i suoi spessi muri di mattoni e le grandi colonne di marmo, il Pantheon trasmette un’immediata e suggestiva impressione.

    1. Livio, Ab Urbe condita, I, 16, 1
    2. Eugenio La Rocca, “Il Pantheon di Agrippa”, 2015
    3.  “Costruì innumerevoli edifici pubblici in ogni luogo, ma in nessuno, tranne il tempio dedicato al padre Traiano, scrisse il suo nome. A Roma restaurò il Pantheon, i Septa, la Basilica di Nettuno, e li dedicò ai costruttori originali.” Scriptores Historiae Augustea, Hadrianus XIX (Aurelio Spartianus) in: De Fine Licht, op. cit., p.182.

    Tours partner:

    Tour di giorno o di sera in Segway

    Durata: 3 ore | Lingue: Inglese, Tedesco, Spagnolo, Francese, Italiano

    Visita del Pantheon con audioguida

    Durata: 35 minuti | Lingue: Cinese, Inglese, Francese, Tedesco, Italiano, Portoghese, Russo

    Dove alloggiare:

    Hotel Sole al Pantheon - 4 stelle Roma

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