Piazza di Spagna

Piazza di Spagna è una delle piazze più famose e visitate di Roma. Al centro spicca la Fontana della Barcaccia, progettata e scolpita in stile barocco da Pietro e Gian Lorenzo Bernini.

Ultimo aggiornamento: 19 Giugno 2020

    Tour del Colosseo, Foro Romano e Palatino con guida
    Colosseo: disegno dell Anfiteatro Flavio di Roma
    Valutazione 5 Stelle: Tour del Colosseo e del Foro Romano

    Durata: 3 ore

    Prenotazioni
    Piazza di Spagna e la Barcaccia: Storia e Monumenti da Vedere

    Dove si trova: Campo Marzio

    Piazza di Spagna

    Collocata in una posizione straordinaria al centro della città, in Campo Marzio, piazza di Spagna rappresenta un luogo rinomato a livello internazionale.

    Piazza di Spagna, con la sua caratteristica forma a farfalla come due triangoli che si incrociano ai vertici, oltre ad essere un monumento simbolo del maestoso barocco romano, è oggi uno dei luoghi di incontro più esclusivi di Roma, con i suoi palazzi, sontuosi alberghi, famosi ristoranti, negozi e Atelier di grandi Griffes.

    Da qui si dipartono le vie più famose per lo shopping come via Condotti, via del Babuino e via Borgognona.

    Caratteristiche

    Piazza di Spagna ha la sua caratteristica forma a farfalla con le ali triangolari che si incrociano ai vertici. Sull’ala a nord-ovest, la più ampia, si erge la scalinata mentre su quella minore a sud-est troviamo il palazzo di Spagna.

    Storia

    Quando venne costruita la Chiesa francescana della Trinità dei Monti (progetto di Carlo Maderno, consacrata poi da Sisto V nel 1587), la zona della Piazza della Trinità, questo il suo antico nome, era considerata suburbana, luogo di sosta delle vetture a cavalli che trasportavano gli stranieri a Roma attraverso Porta del Popolo, l’ingresso dal nord alla città eterna fin dall’antichità.

    In una pianta disegnata dall’architetto Pirro Ligorio questa vasta estensione di terreno era impiantata a vigne con rovine di cadenti edifici dell’antica Roma. Solo due palazzi erano rimasti, quello della famiglia Ferratini, trasformato poi nel palazzo del Collegio di Propaganda Fide, e quello appartenente ai baroni Monaldeschi.

    Nei primi anni del XVI secolo l’area della piazza che si trovava fuori dalla Roma medioevale, si conquistò fin da subito un ruolo di primaria importanza per la presenza di alberghi e appartamenti che davano ospitalità ai pellegrini e agli stranieri che sopraggiungevano a  Roma per visitare il Vaticano.

    Prima della costruzione della scalinata la piazza e la chiesa della Trinità dei Monti erano collegate unicamente da due strade ripide e fangose poste lungo il pendio. Tali strade erano percorribili unicamente a piedi.

    Proprio in questo contesto un ambasciatore spagnolo vi prese in affitto un piccolo palazzo. L’incremento dei commerci che si svilupparono nella giurisdizione suggerirono al re Filippo IV di Spagna l’acquisto dell’intero edificio (1620) per trasformarlo come sede permanente dei suoi ambasciatori. Oggi ospita l’ambasciata spagnola presso la Santa Sede.

    Durante il periodo tardo rinascimentale infatti, la piazza, grazie alla sua fastosità, era uno dei centri più ambiti e animati, l’attrazione più visitata della città da turisti e illustri viaggiatori da tutta Europa. Era costantemente frequentata da importanti artisti, poeti e scrittori del tempo che grazie allo scenario unico e irripetibile ne trassero fonte d’ispirazione.

    Nel 1660 la prima iniziativa fu il progetto dell’abate Mazzarino grazie ad un lascito dell’addetto all’ambasciata di Francia Stefano Guiffer. Tale progetto prevedeva una struttura scenica costituita da rampe semicircolari che portavano dalla Barcaccia (parte integrante del progetto) alla chiesa  su diverse quote.

    Doveva integrare diverse fontane e giochi d’acqua, ma il progetto non fu portato avanti. 1

    L’intero quartiere di Roma divenne in poco tempo sotto la protezione spagnola, a tal punto che nel 1854, papa Pio IX fece erigere davanti all’ambasciata di Spagna la Colonna dell’Immacolata.

    Origine del nome

    Il nome Piazza di Spagna scaturisce proprio dal fatto che la sede dell’ambasciata spagnola in Vaticano fu trasferita qui nel Palazzo di Spagna nel 1647. Nella parte occidentale della piazza, vi è la chiesa francese dei SS. Trinità dei Monti, che allora si chiamava Piazza di Francia. Il memorabile antagonismo per l’egemonia in Italia tra queste due grandi potenze europee si manifestava palesemente nella topografia di Roma.

    Cosa vedere a Piazza di Spagna

    Oltre alla straordinaria Barcaccia e la famosa Scalinata di Trinità dei Monti, Piazza di Spagna è attorniata da importanti edifici storici. Dalla Memorial House dei poeti inglesi Keats e Shelley, alla Casa Museo del pittore Giorgio De Chirico, al Palazzo della Propaganda Fide.

    Attigua alla piazza si trova la più piccola Piazza Mignanelli con al centro il monumento della Colonna dell’Immacolata Concezione di cui il Papa ne celebra la ricorrenza nel mese di dicembre.

    Fontana della Barcaccia

    Un’importante piano urbanistico della città riconosceva alle fontane un ruolo di spicco al centro delle piazze principali di Roma. Nel XVII secolo la città, con la nuova tendenza dominante del gusto compiutamente barocco, aveva l’esigenza di integrare i monumenti classici e medievali con le nuove sperimentazioni architettoniche e urbanistiche.

    Tra il 1627 e il 1629, il progetto scenografico della Fontana della Barcaccia fu affidato all’esperto maestro Pietro Bernini, e, alla sua morte, portato a termine dal figlio, il famoso scultore ed architetto Gian Lorenzo.

    La sua posizione è in asse con via dei Condotti e tangente alla prosecuzione di Via del Babuino. Una scelta similare alla fontana di Piazza del Popolo, in asse con Via del Corso.

    Caratteristica dell’opera scultorea con poppa e prua rialzate, è che la fontana in travertino sembra affondare al centro di una conca ovale leggermente al di sotto del livello della strada quasi semi allagata.

    Questo espediente è stato messo in atto dall’artista Bernini per superare l’ostacolo rappresentato da un problema tecnico dovuto alla bassa pressione dell’acqua dell’Acquedotto Vergine che alimentava la struttura.

    Le fiancate laterali della barca sono più basse e al centro un solido pilastro supporta una piccola vasca dalla quale erompe uno zampillo d’acqua che sprizza anche da altri fori. Due sculture circolari a forma di sole con volto umano dalla cui bocca  sgorga l’acqua, completano le decorazioni interne.

    All’esterno, ben in evidenza a poppa e prua, confluiscono anche i getti provenienti da bocche di finte cannoniere con al centro una tiara e un’ape, due stemmi pontifici simboli araldici della famiglia (i Barberini) del pontefice Urbano VIII che commissionò l’opera.

    La leggenda

    La leggenda vuole che lo scultore Pietro Bernini si fosse ispirato ad evento straordinario avvenuto nel Natale del 1598 quando Roma fu devastata da una terribile alluvione del fiume Tevere che sommerse la città.

    Quando l’acqua straripata del fiume si ritirò, una barca da pesca rimase incagliata nel centro della piazza e lasciata per qualche tempo proprio in quel preciso posto. Si racconta che Pietro Bernini dopo trent’anni dall’evento, costruì la Fontana della Vecchia Barca rifacendosi alla forma molto singolare delle chiatte fluviali con il fondo piatto che abitualmente servivano per il trasporto delle merci lungo il Tevere nel XVII secolo.

    In realtà la Barcaccia attinge dall’Acquedotto dell’Acqua Vergine, che in quella zona ha un livello basso, per cui si è ritenuto opportuno non dargli granché elevazione.

    Danneggiamenti e restauri

    Danneggiamenti e restauri si sono susseguiti negli ultimi anni a causa della collocazione della fontana in uno dei luoghi con un imponente affluenza di turisti in città durante tutto l’anno. Negli anni 1993-1999 gli interventi di conservazione si sono resi necessari a causa di ripetuti atti vandalici perpetrati a danno dello storico manufatto in travertino.

    Nella primavera del 2007 quattro esaltati inebriati dall’alcol, con un grosso cacciavite incisero con uno sfregio la fontana monumentale rimuovendo parzialmente un frammento distintivo dello stemma papale. Al sopraggiungere delle forze dell’ordine i quattro teppisti tentarono di assalirli ma i Carabinieri ebbero la meglio arrestandoli ed evitando così ulteriori deturpamenti.

    Nel febbraio del 2015 una folla di hooligans olandesi, tifosi del Feyenoord, erano in città a seguito della loro squadra per l’incontro di Europa League con la Roma. Sicuramente sotto l’effetto dell’alcool i facinorosi si immersero dentro la fontana e cominciarono a lanciare lattine e bottiglie di vetro contro il monumento prima dell’arrivo della polizia locale.

    Numerosi i danni accertati dai tecnici della Sovrintendenza ai beni culturali, tra cui un frammento di travertino di 10 cm. concernente l’orlo del candelabro al centro della vasca). Le autorità hanno ascritto nella relazione che nel monumento sono stati riscontrati 110 tagli tra scalfitture e scheggiature definiti “un danno grave anche perché permanente“.

    Palazzo di Spagna

    Il Palazzo di Spagna, un piccolo edificio appartenente all’antica famiglia nobile dei Monaldeschi, fu affittato dagli ambasciatori spagnoli nel 1622. Pochi anni dopo, nel 1654, il palazzo fu acquisito dalla corona spagnola come residenza permanente dei suoi ambasciatori.

    L’architetto Borromini progettò lo sviluppo del palazzo con l’aggiunta della scala principale dell’ambasciata e della hall, continuati poi dall’architetto Antonio Del Grande. Questi ebbe l’incaricato di completare i lavori della costruzione che, con l’arricchimento di terrazze, rappresentava una delle opere architettoniche più splendide del tempo.

    Gli ambasciatori spagnoli nei secoli XVII e XVIII fecero del palazzo un ritrovo sfarzoso, un brillante luogo di eventi e festeggiamenti mondani che poi animavano la prospiciente Piazza di Spagna.

    Oggi l’ambasciata espone una rara collezione di arazzi in gobelin del XVII secolo, mentre tre splendidi arazzi del XVIII secolo ornano le pareti della sala da pranzo. Due sculture “El alma beata” e “El alma condenada” di Gianlorenzo Bernini e quadri del Museo del Prado di celebri pittori spagnoli completano la ricchezza artistica del palazzo.

    Colonna dell’Immacolata Concezione

    La Colonna dell’Immacolata Concezione è un monumento del XIX secolo eretto in Piazza Mignanelli di fronte all’ambasciata spagnola. É un’antica colonna corinzia di marmo Cipollino scolpita nell’antica Roma e scoperta nel tardo Rinascimento presso il monastero di Santa Maria della Concezione.

    Abbandonata per quasi un secolo, papa Pio IX ebbe l’idea di dedicare un monumento all’Immacolata Concezione dando l’incarico a Luigi Poletti di progettare una base quadrata in marmo per sostenere la colonna.

    Lo scultore a sua volta commissionò quattro statue ad altri artisti per realizzare dei personaggi biblici. Così ai quattro angoli della base si trovano le statue in marmo di Mosè (Ignazio Jacometti), David (Adam Tadolini), Isaiah (Salvatore Revelli) ed Ezechiele (Carlo Chelli).

    Sulla sommità della base lo scultore pose la colonna alta 11,81 m. In cima alla colonna fu collocata la statua in bronzo della Vergine Maria, opera di Giuseppe Obici, rappresentata nel calpestare il simbolo del peccato originale, un serpente.

    Il monumento è dedicato al dogma dell’Immacolata Concezione proclamato nella Cappella Sistina dal papa Pio IX l’8 dicembre 1854 con la bolla “Ineffabilis Deus” che promulgava l’immunità dal peccato originale della Vergine Maria fin dal momento del suo concepimento.

    L’8 dicembre 1857, il Papa diede la benedizione alla città di Roma e al monumento in memoria di tale dogma. Da allora ogni anno nello stesso giorno il Papa ne ripete il rito.

    Palazzo di Propaganda Fide

    Il Palazzo di Propaganda Fide, noto come Collegium Romanum De Propaganda Fide, fu voluto dal Papa Urbano VIII che ne commissionò la realizzazione a Gian Lorenzo Bernini, ma quando nel 1644 il successore del Papa, Innocenzo X, l’opera fu completata da Francesco Borromini.

    L’Immobile fu costruito per ospitare il quartier generale di una una nuova congregazione destinata a dare impulso e dirigere le opere dei missionari nel mondo (da questo il suo nome latino).

    Nel 1644 il Bernini progettò la facciata su Piazza di Spagna mettendo ben in evidenza in alto al centro uno stemma del Papa. Il grande scultore architetto costruì anche una piccola cappella per Papa Urbano VIII.

    Francesco Borromini, alcuni anni dopo, completò invece la facciata del lato destro prospiciente una stradina stretta che ne riduceva la visione. Anche se è stato il suo ultimo grande progetto, l’architetto rimase fedele al suo stile distintivo che rispettava l’uso di curve non architettoniche concave e convesse, di capitelli ecc.

    Inizialmente costruita da Gian Lorenzo Bernini all’interno del Palazzo di Propaganda, la Cappella dei Re Magi, per volere di papa Innocenzo X Pamphilj, fu affidata a Borromini che la fece demolire ricostruendola fra il 1662 e il 1664.

    La dedica ai Magi fu decisa dal cardinale Barberini in considerazione del fatto che i tre re potessero simboleggiare i primi pagani convertiti alla fede cristiana. La loro conversione sarebbe stata interpretata come segno di riconoscimento dei valori spirituali promossi dalla congregazione.

    Keats-Shelley Memorial House

    La Keats-Shelley Memorial House, situata nell’edificio ai piedi della Scalinata di Trinità dei Monti, è un museo dedicato alla memoria degli inglesi John Keats e Percy J. Shelley, poeti romantici che rimasero incantati dalla Città Eterna.

    Keats visse in questo appartamento situato al numero 26 di Piazza di Spagna solo l’ultimo periodo della sua brevissima vita, spegnendosi alla giovane età di soli 25 anni. Al secondo piano si può visitare la sua camera da letto che si affaccia sulla piazza; è un luogo di culto del suo incredibile genio prodigioso e della sua sventurata vicenda.

    Keats negli anni è stato considerato uno dei più grandi poeti inglesi di tutti i tempi. Nelle sue poesie c’era spesso un richiamo al dolce suono dell’acqua corrente che sgorgava dalla fontana della Barcaccia dandogli tanto conforto.

    Circa 8000 volumi dedicati al Romanticismo inglese sono ospitati nella biblioteca all’interno della struttura assieme a quadri e cimeli appartenuti ad altri poeti come Byron, Hunt ed Henry James.
    Molto turisti stranieri visitano la Memorial House, un luogo simbolo del movimento romantico. Il Museo fu inaugurato nel 1909, alla presenza del re Vittorio Emanuele III.

    Babington’s: Sala da tè e Ristorante

    Babington’s Sala da tè è situata a sinistra della scalinata nella piazza più celebre di Roma. Il primo luogo per gustare la classica bevanda inglese nella Città Eterna è stata questa sala da tè fondata nel 1893 da due signore inglesi residenti nella capitale, Isabel Cargill e Anna Maria Babington.

    Da sempre un luogo di incontro preferito da VIP, star del cinema e celebrità fin dagli anni ’60: Elizabeth Taylor, Richard Burton, Federico Fellini e molti altri hanno gustato il classico tè pomeridiano scelto tra una selezione enciclopedica accompagnato con sandwich e focaccine, torte di mele, frittelle servite su delicati vassoi cinesi.

    In un ambito raffinato, il ristorante propone colazione, pranzo e cena abbinati ad una vasta selezione di dolci e pasticcini serviti da camerieri in classici abiti inglesi.

    Via dei Condotti

    Via dei Condotti, ubicata proprio di fronte a Piazza di Spagna, è la zona chic per eccellenza per lo shopping. Sede delle più prestigiose Gallerie d’arte e rinomati negozi dell’alta moda, qui si annoverano gli atelier dei più grandi stilisti, da Valentino a Bulgari, da Prada a Versace, da Dolce e Gabbana a Gucci, da Chanel ad Armani.

    Non manca un’ampia offerta di ristoranti, birrerie, pub e bar intervallati da boutique e piccoli negozi di design che arricchiscono una delle strade più sfarzose d’Italia.

    Cinema

    Anche nel mondo del cinema Piazza di Spagna, scelta come set originale, ha assunto un ruolo di spicco grazie agli innumerevoli film dove è stata immortalata con grandi stars del firmamento hollywoodiano, creandone il mito.

    Vacanze romane (1953)

    Interpretato dall’attrice Audrey Hepburn e da Gregory Peck, il film di grande successo “Vacanze Romane” del 1953, ha reso famosa Piazza di Spagna negli Stati Uniti e nel mondo per le celebri scene dei due attori in sella alla Vespa.

    Diretto dal regista William Wyler il film narra la storia di una giovane principessa Anna che giunge a roma e, stanca della rigida etichetta di corte, elude la sorveglianza, esce sola per le strade dove incontra un giornalista Joe Bradley che la seguirà nel suo girovagare per la città.

    Il talento di Mr. Ripley (1999)

    Nel thriller psicologico del regista Anthony Minghella troviamo interpreti prestigiosi come Matt Damon, Jude Law e Gwyneth Paltrow.

    La storia riguarda un giovane, Tom Ripley che accetta l’incarico di un padre per riportare a casa il figlio viziato e benestante andato in Italia senza dare più notizie da tempo. Il tutto, ambientato negli anni ’50, si svolge tra il mare e il sole di Capri ed Ischia e i locali notturni di Roma e Napoli.

    Curiosità

    In primavera, in occasione della celebrazione dell’anniversario della fondazione della città eterna, i gradini della piazza sono in fiore con le piante di azalea rosa.

    1. “Roma: la Basilica di San Pietro, il borgo e la città” – Gianfranco Spagnesi
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