Basilica di San Giovanni in Laterano

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“Omnium urbis et orbis Ecclesiarum Mater et Caput. La Madre di tutte le Chiese di Roma e del mondo”. Così è conosciuta l’Arcibasilica Papale di San Giovanni in Laterano, la chiesa cattedrale di Roma e la sede ecclesiastica ufficiale del Vescovo, il Papa.

Affiancata da santi e dottori della Chiesa, una statua di Cristo alta 7 metri spicca contro il cielo mostrando trionfalmente la Croce della Redenzione. Quì c’è la culla del nostro patrimonio religioso. Edificata da Costantino il Grande nel 4° secolo d.C., San Giovanni in Laterano è la prima tra le quattro basiliche maggiori di Roma e la più antica della cristianità.

La storia

Con l’Editto di Milano (313) Costantino decretò la fine delle sanguinose persecuzioni promulgando la libertà dei cristiani con il riconoscimento giuridico. L’Imperatore dona a Papa Melchiade (311-314) i terreni sul Monte Celio, in precedenza di proprietà della famiglia patrizia dei Laterano, per costruirvi una domus ecclesia.

La cattedrale è stata dedicata al Salvatore nel 318. fu adornata con splendidi fregi tra cui sette altari d’argento con sette candelabri d’oro intarsiati con ritratti di profeti. Costantino costruì anche il Battistero sull’angolo nord-occidentale della chiesa, che ancora continua a resistere nel suo progetto originale.

Il Palazzo del Laterano, noto come il Patriarcato, fu residenza ufficiale del Papa fino al XV secolo. La Basilica venne consacrata nel 324 dal successore di Melchiade, Papa Silvestro I, e dedicata, per volontà dell’Imperatore, al SS.mo Cristo il Salvatore. Nel secolo IX, Sergio III la dedicò anche a San Giovanni Battista, mentre nel XII secolo papa Lucio II (1144- 1145) aggiunse anche San Giovanni Evangelista.

Basilica aurea

Nel Liber Pontificalis sono registrate tutte le ingenti donazioni che i papi e molti benefattori hanno elargito alla basilica. Nei primi secoli dall’edificazione il suo splendore fu così sontuoso che si conquistò la fama di “Basilica Aurea”, o la Basilica d’oro. Purtroppo nel corso della sua storia un tale sfarzo ha attirato su di essa i vandali invasori (Genserico nel 408 e di Alarico 455) che la saccheggiarono di tutti i suoi tesori.

Le ricostruzioni successive furono apportate da papa Leone Magno (440-461) prima e da papa Adriano (772-795) dopo. Il terremoto nel 896 la distrusse quasi interamente per poi essere nuovamente restaurata da papa Sergio III (904-911). In seguito la chiesa fu pesantemente danneggiata da un incendio nel 1308 e nel 1360.

Basilica di San Giovanni in laterano. Veduta della navata centrale con le nicchie del Borromini
Veduta della navata centrale con le nicchie del Borromini

Interno

La basilica ha cinque porte nel nartece, una per ogni navata, scandite da colonne massicce che reggono monumentali archi. Le porte di bronzo centrali sono originali romani della Curia (Senato) nel Fori Imperiali. La porta più a destra è la Porta Santa aperta solo durante l’Anno Santo (una volta ogni 25 anni). Di fronte alla parete sinistra del nartece c’è la statua dell’ Imperatore Costantino. Le dodici nicchie che Borromini ha creato nelle colonne della navata centrale racchiudono maestose statue di marmo di Apostoli ed Evangelisti.

Nonostante la rigorosa ristrutturazione del Borromini, alcune testimonianze storiche rimangono ancora visibili. In particolare il magnifico pavimento nello stile cosmatesco e il soffitto ligneo dorato, realizzato da Giacomo della Porta su disegno del suo patrocinatore, Michelangelo. Tornati dal loro esilio ad Avignone, in Francia (1304-1377), i Papi trovarono la la città deserta e la loro basilica e il palazzo talmente distrutti. Inevitabile fu la decisione di trasferire la sede in Vaticano, vicino a San Pietro.

La definitiva ristrutturazione dell’attuale chiesa fu voluta da Papa Sisto V che affidò il lavoro al suo architetto preferito Domenico Fontana. Un ulteriore intervento degli interni fu realizzato da Francesco Borromini per Papa Innocenzo X (1644-1655). Separato dalla basilica c’è il Battistero, il primo a Roma. La sua attuale forma ottagonale è stata creata durante il pontificato di Papa Sisto III ed è stata presa a campione da molti altri battisteri.

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