Dettaglio di un ambulacro interno del Colosseo. Sullo sfondo si distingue la moderna passerella lignea che ripristina il livello originario dell’arena; direttamente al di sotto si estende la fitta griglia dell’ipogeo flavio, con pozzi degli ascensori, botole e gabbie, testimonianza dell’eccezionale ingegneria alla base degli spettacoli deigladiatori.
Dettaglio di un ambulacro interno del Colosseo, verosimilmente al livello intermedio fra il primo e il secondo ordine della cavea. Le arcate radiali in opus latericium, ritmate da mattoni disposti a spina di pesce, sostenevano i cunei marmorei dei posti riservati alle élites romane e incanalavano il pubblico verso i vomitoria. Il corridoio anulare, largo oltre cinque metri, agevolava il rapido deflusso di circa 20 000 spettatori grazie a un sistema di percorsi gerarchizzati. Sullo sfondo si riconosce la passerella lignea contemporanea che restituisce la quota originaria dell’arena; immediatamente sotto si dispiega la fitta trama dell’ipogeo flavio, con alloggi per ascensori, botole e gabbie, testimonianza della perizia ingegneristica impiegata negli spettacoli gladiatori.