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Antonio Donghi. La magia del silenzio

9 Febbraio - 20 Ottobre 2024

Antonio Donghi. Gita in barca, 1934, Fondazione Elena e Claudio Cerasi, Palazzo Merulana, Roma
Gita in barca, 1934, Fondazione Elena e Claudio Cerasi, Palazzo Merulana, Roma

Palazzo Merulana, Roma

Maestro della pittura italiana del Novecento, Antonio Donghi, viene celebrato nell’avvincente mostra “La Magia del Silenzio” presso il Palazzo Merulana della capitale offrendo un viaggio attraverso le oltre 30 opere del pittore romano, evidenziando il suo approccio unico nel catturare i momenti atemporalità ma profondi della realtà quotidiana. La retrospettiva, curata a Fabio Benzi, è un viaggio profondo nel mondo sereno e contemplativo di uno dei massimi esponenti italiani del realismo magico.

Realismo magico in Italia

Il realismo magico, un movimento caratterizzato dalla fusione della realtà con elementi fantastici, trovò un’espressione distintiva in Italia all’inizio del XX secolo. A differenza delle interpretazioni drammatiche e spesso surreali che si trovano in altre parti d’Europa, il realismo magico italiano enfatizzava un sottile e poetico intreccio tra il mondano e il mistico.

L’arte dell’artista romano incarna questo approccio, presentando scene quotidiane intrise di un fascino silenzioso e ultraterreno. Paesaggi, nature morte, ritratti, figure in interni ed esterni, personaggi del circo e dell’avanspettacolo; la sua meticolosa attenzione ai dettagli e l’uso della luce creano composizioni che sono allo stesso tempo stranamente immobili e profondamente evocative.

Il percorso espositivo

Il percorso espositivo si apre con un’introduzione alla vita e alla filosofia artistica del pittore. Una cura meticolosa analizza la serie di dipinti, evidenziando il potere silenzioso e la qualità meditativa delle sue opere. Ai visitatori viene fornito un contesto che spiega come il lavoro di Donghi si discostò dalle tendenze prevalenti del suo tempo.

Il suo impegno per il realismo e la meticolosa attenzione ai dettagli lo distinguono dai movimenti d’avanguardia che dominarono l’inizio del XX secolo. In evidenza un’esplorazione tematica della sua evoluzione artistica, dai primi pezzi alle opere mature, offrendo una comprensione completa della sua visione unica.

I primi lavori: catturare la quiete

La prima sezione presenta i primi lavori, che dimostrano il suo stile in evoluzione e la padronanza della tecnica. Dipinti come “Ritratto di giovane ragazza” e “Natura morta con bottiglie” rivelano la sua dedizione nel ritrarre la serena bellezza di soggetti banali. Questi pezzi esemplificano il suo talento nel creare un senso di quiete e introspezione.

A metà carriera: il massimo del realismo

Andando più in profondità nella mostra, i visitatori incontrano i capolavori di metà carriera. Questo periodo è segnato da opere come “La donna alla finestra” e “Il circo“, dove il suo preciso realismo raggiunge il suo apice. La sua capacità di infondere scene ordinarie con un senso di magia e atemporalità diventa evidente. Il delicato gioco di luci e ombre, combinato con le sue composizioni pacate, evoca un profondo senso di pacatezza.

Opere tarde: l’essenza del silenzio

La sezione finale è dedicata alle ultime opere, caratterizzate da un approccio ancora più raffinato alla semplicità e al silenzio. Dipinti come “La donna seduta” e “Scena del parco” riflettono il suo stile maturo, dove ogni pennellata è deliberata e ogni dettaglio contribuisce a creare un’atmosfera generale di quieta contemplazione. Queste opere invitano gli spettatori a fermarsi e riflettere, catturando l’essenza dell’eredità artistica di Donghi.

Le ricerca introspettiva di Antonio Donghi

In un’epoca segnata da una rapida industrializzazione e da sconvolgimenti politici, il pittore ha scelto un percorso di ricerca introspettiva e appartata. Le sue opere riflettono un deliberato ritiro dal rumore e dal caos dell’esistenza contemporanea, concentrandosi invece sulla quiete e sulla sobrietà dei momenti ordinari. I dipinti sono caratterizzati da composizioni dove il silenzio parla ad alto volume. Attraverso la sua arte, invita gli spettatori a fermarsi e contemplare la profonda bellezza che si trova nelle scene quotidiane.

L’impegno verso questo approccio silenzioso e introspettivo lo distingueva dai suoi contemporanei. Evitò le tumultuose tendenze artistiche del suo tempo, optando per uno stile che fosse allo stesso tempo senza tempo e profondamente personale. Le sue opere non sono solo rappresentazioni visive ma spazi meditativi, dove gli spettatori possono trovare conforto e riflessione.

Opere esposte

Dell’importante collezione di opere dell’arte italiana della prima metà del Novecento, ben trentaquattro le opere esposte, è possibile ricostruire interamente il suo percorso artistico, attraverso una serie di autentici capolavori. Caposaldi della retrospettiva sono alcune importanti opere della collezione dei mecenati Elena e Claudio Cerasi che hanno donato tra le altre i seguenti dipinti:

Le lavandaie (1922-23)

Le Lavandaie è un importante lavoro giovanile che mette in mostra uno stile unico, caratterizzato da essenzialità e chiarezza. Il dipinto raffigura due donne impegnate nell’attività quotidiana di lavare i panni, colte con tratti precisi e una superficie liscia, quasi levigata. La composizione enfatizza la tranquilla dignità del loro lavoro, su uno sfondo di colori tenui che mettono in risalto la solidità e la presenza delle figure.

Gita in barca (1934)

Gita in barca esemplifica la capacità di fondere realismo con un senso di atemporalità in una scena serena di persone. Le figure sono meticolosamente dettagliate, con particolare attenzione alle loro espressioni calme e contemplative. L’acqua e il paesaggio sono resi con chiarezza, evocando un’atmosfera quasi idilliaca. L’uso di luci e ombre da parte in questo pezzo esalta la tranquillità e la genuinità del momento.

Piccoli Saltimbanchi (1938)

Piccoli Saltimbanchi si traduce in “Piccoli Acrobati” e cattura il fascino e l’innocenza dei bambini che si esibiscono come acrobati. Quest’opera si distingue per i suoi colori brillanti e vibranti e la composizione giocosa, che riflette la gioia e la spontaneità dell’infanzia. Le figure sono rese con la precisione caratteristica, ma trasudano un senso di movimento e vivacità. Lo sfondo è mantenuto al minimo, consentendo all’attenzione di rimanere sui volti espressivi e sulle pose dinamiche dei bambini.

I dipinti provengono dalla Galleria Comunale d’Arte Moderna di Roma, dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, dalla Banca d’Italia, dalla collezione UniCredit (già Banca di Roma) e dalla Fondazione Elena e Claudio Cerasi.

La mostra è prodotta da CoopCulture. Main sponsor UniCredit, che ha anche contribuito con 16 importanti prestiti delle opere, provenienti dalla straordinaria collezione esposta a Palazzo De Carolis. La mostra è realizzata anche con il contributo della Regione Lazio L.R. 24/2019, Piano Annuale 2023 per attività e ammodernamento – Musei e il patrocinio gratuito di Roma Capitale.

 

Orari:
dal mercoledì al venerdì: Turni di ingresso ogni ora dalle 12 alle 20 (ultimo ingresso alle 19)
sabato e domenica: dalle 10 alle 20 (ultimo ingresso ore 19.00)

Prezzi:
Intero € 12.00
Ridotto € 10.00 (Giovani under 26, adulti over 65, insegnanti in attività, possessori di Cartax2, possessori Lazio Youth card, possessori carta Ebit Lazio, Possessori carta EBTL, possessori della Card Treccani, possessori tessera Italian Design Institute, possessori tessera Arci , dipendenti Lazio Crea previa esibizione tesserino, iscritti scuola Roma del Fumetto previa esibizione del tesserino, Box Eventi-welfare card, membri FAI, Teatro Parioli Costanzo, Feltrinelli)
Ridotto gruppi € 10.00
Ridotto per scuole € 4.00
Gratuito (Bambini e ragazzi under7, un insegnante ogni 10 studenti, un accompagnatore ogni 10 persone, disabile con accompagnatore, possessori Merulana Pass e Merulana Pass Young, Membri Icom e guide turistiche con patentino)

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