Ponte Milvio

Ponte Milvio: scopriamo la storia, l'architettura e le curiosità legate al ponte più antico di Roma
    Tour del Colosseo, Foro Romano e Palatino con guida
    Colosseo: disegno dell Anfiteatro Flavio di Roma
    Valutazione 5 Stelle: Tour del Colosseo e del Foro Romano

    Durata: 3 ore

    Prenotazioni

    In foto: ponte Milvio dall’imbocco settentrionale.

    Si evidenziano le statue dello scultore Francesco Mochi rappresentanti il Cristo e San Giovanni Battista. In primo piano la torre in stile neoclassico con arco monumentale e sovrapposto torrino progettato da Giuseppe Valadier.

    Ponte Milvio: il Ponte più antico di Roma. Storia, Architettura e Curiosità

    Ponte Milvio

    Ponte Milvio è tra i più importanti ponti di Roma, nonché il più antico. Grazie alla sua posizione era la via principale di accesso a Roma da nord e da est, sull’antica via Veientana.

    Dove si trova

    Il ponte Milvio si trova al terzo miglio della via Flaminia, a cavallo tra piazzale Cardinal Consalvi (tra il quartiere Flaminio e Parioli) e piazzale di Ponte Milvio (tra il quartiere Della Vittoria e Tor di Quinto).

    Storia

    Una prima costruzione in legno risale probabilmente intorno al IV-III sec. a.C. Venne realizzata da un magistrato romano della gens Molvia, da cui deriva il nome Pons Mulvius, infine ponte Milvio.

    Si legge in un passo dell”Ab Urbe Condita” di Livio (Liber XXVII, 51):

    “Ipsos deinde adpropinquare legatos allatum est. tunc enimvero omnis aetas currere obvii, primus quisque oculis auribusque haurire tantum gaudium cupientes. ad Mulvium usque pontem continens agmen pervenit.” 

    Trad: “Si annunziò finalmente che i messaggeri stavano arrivando. Allora la gente d’ogni età si precipitò verso di loro, smaniando ciascuno per essere il primo ad inebriarsi di una così grande gioia con gli occhi e con le orecchie. Una colonna ininterrotta di gente arrivò fino al ponte Milvio.”

    Fu l’occasione in cui il popolo romano accorse verso il ponte per apprendere la notizia della vittoria di Roma nella battaglia del Metauro (nelle Marche) nel 207 a.C., scontro decisivo della seconda guerra punica durante la quale morì il generale cartaginese Asdrubale.

    Il primo ponte in muratura risale probabilmente intorno al 222-220 a.C. ai tempi della costruzione della via Flaminia. Venne poi restaurato nel 109 a.C. dal censore Marco Emilio Scauro.

    Quando l’imperatore Augusto decise di restaurare tutti i ponti della via Flaminia (27 a.C.), dovette trascurare il Milvio ed il Minucio, per via dello stato ottimale in cui erano.

    Nelle Res Gestae Divi Augusti, XX, si legge infatti:

    “Consul septimum viam Flaminiam ab urbe Ariminum refeci pontesque omnes praeter Mulvium et Minucium.”

    Trad: “Console per la settima volta, ho restaurato la via Flaminia dalla città di Rimini e tutti i ponti tranne il Milvio ed il Minucio”

    Nel 312 d.C. nei pressi del ponte si svolse la “battaglia di ponte Milvio“, tra Costantino I e Massenzio. Fu la battaglia finale nella quale Costantino I divenne imperatore unico d’Occidente, sconfiggendo Marco Aurelio Valerio Massenzio, imperatore autoproclamato che governava i territori italiani ed africani dal 306 d.C.

    Si narra che la battaglia di ponte Milvio venne anticipato dalla storica conversione di Costantino I, primo imperatore cristiano, che, accampato nei pressi del ponte ebbe una visione una croce con una scritta che recitava: “in hoc signo vinces”, “sotto questo segno vincerai”.

    Nel 1429 vennero affidati a Francesco di Gennazzano lavori di restauro sotto papa Martino V.

    Nel 1450 venne nuovamente restaurato su commissione di papa Nicolò V, che iniziò la costruzione della torre all’ingresso nord (poi finita da Calisto III).

    Nel 1458 furono eliminate le strutture in legno e demolita la fortificazione medioevale.

    Il 2 febbraio 1805 il Tevere straripò e vennero danneggiate le due testate di legno del ponte.

    Nel 1805, sotto Pio VII (dopo essere tornato da Parigi per l’incoronazione di Napoleone Bonaparte) vennero realizzati importanti lavori affidati a Giuseppe Valadier (lo stesso che consolidò l’anello esterno del Colosseo). All’architetto romano dobbiamo la ricostruzione delle arcate esterne, che nel frattempo erano state sostituite da ponti levatoi in legno e la torre in stile neoclassico all’imbocco settentrionale con arco monumentale e sovrapposto torrino.

    Valadier eliminò ogni elemento ligneo e decise di collocare all’entrata nord le statue degli apostoli S. Pietro e S. Paolo, realizzate dallo scultore Francesco Mochi. Tali statue, dopo pochi anni vennero rimossi dallo stesso Valadier per collocarli in piazza del Popolo, dove erano aperti cantieri a cui stava lavorando. Nel 1825 vennero collocate sul ponte le statue realizzate dallo stesso Mochi su ordine di Leone XII. Questi facevano parte di un gruppo scultoreo (“Il battesimo di Gesù”) destinato originariamente alla cappella dell’altare maggiore della Chiesa di San Giovanni de’ Fiorentini, poi acquistate dal cardinale Cristaldi (approfondiamo il tema delle statue nella descrizione architettonica). Le statue che vediamo oggi sono copie realizzate nel 2001, i cui originali sono nell’atrio del museo di Roma a palazzo Braschi.

    Sopra l’arco monumentale sul versante nord venne impressa a rilievo la seguente iscrizione latina:

    Pius. VII. pont. max.
    partem. pontis. subliciam impetu aquarum. vexatam
    structorio. lapide. reficiend. curavit
    idem. turri. perfossa. recta. ad. alteram. ripam
    iter. aperuit. a. CIDIDCCCV.

    Nel 1849 venne pesantemente danneggiato dalle truppe di Garibaldi, nel tentativo di bloccare l’invasione dei francesi.

    Nel 1850 venne effettuato un importante restauro sotto papa Pio IX, durante il quale venne collocata sul versante sud la statua dell’Immacolata, realizzata dallo scultore Domenico Pigiani, in posizione opposta alla preesistente statua di S. Giovanni Nepomiceno sulla testa del parapetto destro, realizzata da Agostino Cornacchini nel 1731.

    Straripamenti

    Roma di frequente si allagava per via dello straripamento del Tevere, spesso nelle parti basse della città con danni limitati, più raramente zone molto vaste con ingenti danni alle strutture. Il primo scoglio che incontrava il flusso d’acqua del Tevere, insieme alle acque derivanti dai condotti sotterranei, era proprio il ponte Milvio.

    Ciò è dovuto anzitutto dall’altezza ridotta del ponte, ma anche da una serie di grossi massi e resti delle precedenti costruzioni (principalmente delle arcate, più volte ricostruite).

    La struttura deviava quindi la massa d’acqua verso via Flaminia fino ad arrivare a Porta del Popolo, espandendosi quindi verso le principali direttrici, da via del Babbuino a via del Corso, a via di Ripetta.

    Secondo alcune ricerche di climatologia sono eventi rari ma che potrebbero ancora avvenire (non dimentichiamo l’alluvione del 1870). Si rischierebbe addirittura che si allaghi tutta Trastevere, combinandosi con uno straripamento delle acque all’altezza di ponte Sant’Angelo.

    Descrizione

    Lunghezza Larghezza
    132 metri 15,5 metri

    Il ponte Milvio è una struttura di 132 metri e largo 15,5 metri costituito da sei arcate e realizzato principalmente da blocchi di tufo provenienti dalle cave di Grotta Oscura (sulla via Tiberina, tra Veio e la riva destra del Tevere). Si tratta di un materiale di origine vulcanica dal basso peso specifico e con ottime proprietà isolanti con cui sono state realizzate anche le mura Serviane del IV sec. a.C. (di cui possiamo ammirare i resti nei giardini a nord della piazza della stazione Termini).

    La struttura si compone di quattro arcate maggiori e due laterali minori. Le due arcate meridionali (dal lato di piazza Cardinal Consalvi), compreso l’arco di piena realizzato nel pilone centrale, corrispondono al ponte costruito nel 109 a.C. dal censore Marco Emilio Scauro. Sono facilmente identificabili dai blocchi in travertino bianco di cui sono costituiti i conci della ghiera degli archi.

    Le due arcate a nord (dal lato di piazzale di Ponte Milvio) presentano invece la ghiera costruita in muratura e sono datati presumibilmente intorno al XII sec. d.C. Sono il risultato di lavori di restauri sulla struttura preesistente, pesantemente danneggiata dal tempo e dall’incuria.

    Le statue

    All’ingresso settentrionale troviamo i calchi delle due statue dello scultore Francesco Mochi. In origine facevano parte di un unico gruppo scultoreo: “Il battesimo di Gesù” destinato alla Chiesa di San Giovanni de’ Fiorentini. Quando Leone XII decise di collocare il gruppo scultoreo sul ponte Milvio, divise le due figure per poterle posizionare sui due basamenti realizzati dal Valadier.

    Sulla sinistra troviamo il Cristo chinato nell’atto di ricevere l’acqua benedetta sul capo. Sulla destra invece San Giovanni Battista con un mano un piatto dal quale versa l’acqua. Chi visita ponte Milvio per la prima volta rimarrà stupefatto dall’incoerenza del posizionamento delle due statue, che distano l’una dall’altra una ventina di metri.

    Sulla testata meridionale troviamo sulla destra la statua di S. Giovanni Nepomiceno, protettore dalle alluvioni e dalla morte per annegamento realizzata nel 1731 da Agostino Cornacchini. Sulla sinistra troviamo una statua dell’Immacolata dello scultore Domenico Pigiani.

    Curiosità

    Ponte Mollo

    Il ponte Milvio viene anche comunemente chiamato “ponte Mollo” dalla popolazione romana. Ci sono diverse teorie in merito.

    • perché in caso di piena del Tevere, data la sua posizione e ridotta altezza è il primo ponte a subire le acque alte
    • dallo stato di abbandono in cui versava in alcuni periodi della sua storia, risultando alquanto instabile, quindi “molle”

    Traffico

    Il ponte era adibito al traffico delle auto fino al 1985, quando, a seguito del rinvenimento di un piano di calpestio risalente al 1600, si decise di rendere il ponte vietato al transito veicolare.

    Lucchetti

    Vi sono a Roma una serie di tradizioni legati all’amore. Alcune antiche come la fontanella degli innamorati presso la fontana di Trevi, altre più moderne, come i lucchetti di ponte Milvio. Vi è la consuetudine di chiudere un lucchetto sui lampioni o le grate dei parapetti del ponte con inciso le iniziali dei nomi degli innamorati, per poi buttare la chiave nel fiume Tevere. Questa tradizione, divenuta famosa grazie al film “Ho voglia di te” tratto dall’omonimo romanzo di Federico Moccia, oggi si è diffusa in tutto il mondo.

    Dal 2012 i lucchetti sono stati rimossi per una questione di decoro urbano.

    Come arrivarci

    Non vi sono metro nelle vicinanze (sono in costruzione la stazione Farnesina e Auditorium). Per raggiungere il ponte Milvio possiamo utilizzare il tram che ha la fermata vicina a piazza Mancini, utilizzare la rete di autobus oppure il taxi.

    Per maggiori informazioni su come arrivare consigliamo lo strumento web offerto dall’ATAC, il gestore della mobilità cittadina romana: Muoversiaroma.it.

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